Concetti Chiave

  • Il fanciullino e il superuomo, nati alla fine del XIX secolo, sono miti complementari che rispondono a un contesto di declassazione degli intellettuali.
  • Giovanni Pascoli propone l'idea di un eden innocente come rifugio dalla modernità, valorizzando la solidarietà e la famiglia.
  • Gabriele D'Annunzio, in contrapposizione, celebra la modernità e l'industria, evidenziando un'attrazione autodistruttiva verso la morte.
  • Il critico Carlo Salinari sostiene che fanciullino e superuomo rappresentano due facce della stessa medaglia, con approcci diversi alla modernità.
  • Pascoli utilizza la poesia per esprimere lo smarrimento dell'uomo moderno, mentre D'Annunzio cerca l'applauso del pubblico con il suo superuomo.

Indice

  1. Miti del fanciullino e superuomo
  2. Risposte di Pascoli e D'Annunzio
  3. Contrasti tra Pascoli e D'Annunzio
  4. Critica di Carlo Salinari

Miti del fanciullino e superuomo

Il fanciullino e il superuomo sono due miti che nascono più o meno negli stessi anni. Il saggio de "il Fanciullino" è del 1897, il romanzo "Le vergini delle rocce" è del 1895. Il superuomo compare per la prima volta con il personaggio Claudio Cantelmo, del romanzo "Le vergini delle rocce".
Pur essendo due miti antitetici, a ben guardare essi sono complementari perché affondano le loro radici nello stesso contesto storico e culturale al quale, però, offrono risposte diverse. Entrambi i miti sono la risposta a quel processo di declassazione degli intellettuali di cui aveva parlato già Baudelaire quando aveva sostenuto che l'artista aveva perso la sua "aureola", la sua sacralità, il suo essere guida e divulgatore di valori e ideali. L'avvento della società moderna, i processi di industrializzazione e il capitalismo schiacciano l'uomo, declassano il ceto medio, al quale generalmente appartiene anche l'artista, a vantaggio dei processi di massificazione che genera un nuovo ceto impiegatizio. Avviene, così, che gli artisti, privati del loro prestigio sociale, sono costretti a pensare alle loro produzioni come a dei prodotti da vendere o a ripiegare in altri lavori quali quello dell'impiegato (come accade a Italo Svevo) o all'insegnante per poter sopravvivere.

Risposte di Pascoli e D'Annunzio

Dinanzi a questa situazione, che genera smarrimento, il fanciullino e il superuomo sono le due risposte differenti elaborate da Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio. Pascoli propone l'idea di un eden innocente in cui l'uomo possa trovare un rifugio dalla violenza e dalle strutture della società, un luogo di evasione, fuori dal tempo, in cui esistono ancora i valori della solidarietà e della fratellanza, della famiglia che va protetta come un nido. Pascoli ritiene che questo stile di vita che è proprio del piccolo proprietario terriero sia da preservare perché, accontentandosi del poco, rende felice l'uomo.

Contrasti tra Pascoli e D'Annunzio

D'Annunzio, invece, dinanzi alla modernità risponde con il mito del superuomo che decide di esaltare e celebrare proprio ciò che fa paura: la macchina, la legge del più forte, l'espansione industriale e perfino la guerra. Nonostante, però, questo atteggiamento di dominio e di forza, nel superuomo affiora costantemente un'attrazione per la morte, per il nulla, un atteggiamento autodistruttivo che cerca in tutti i modi di reprimere attraverso il culto della bellezza e della forza.

Critica di Carlo Salinari

Come scrive il critico letterario Carlo Salinari, fanciullino e superuomo sono le due facce della stessa medaglia. Inoltre se D'Annunzio ama stare sul palcoscenico e raccogliere l'applauso del pubblico, Pascoli preferisce rimanere dietro le quinte e in maniera più silenziosa parlare dello smarrimento dell'uomo dinanzi all'età moderna attraverso la poesia pura del suo fanciullino, una poesia di suprema, utilità morale e sociale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la relazione tra il fanciullino e il superuomo?
  2. Il fanciullino e il superuomo sono miti antitetici ma complementari, entrambi nati in un contesto storico e culturale simile, rispondendo a un processo di declassazione degli intellettuali e alla perdita di prestigio sociale degli artisti (testo).

  3. Come risponde Pascoli alla crisi della modernità?
  4. Pascoli propone un'idea di un eden innocente, un rifugio dalla violenza della società moderna, dove esistono ancora valori di solidarietà e famiglia, sostenendo che uno stile di vita semplice e modesto possa rendere felice l'uomo (testo).

  5. Qual è la visione di D'Annunzio riguardo alla modernità?
  6. D'Annunzio celebra il mito del superuomo, esaltando la macchina, la legge del più forte e l'espansione industriale, ma mostra anche un'attrazione per la morte e un atteggiamento autodistruttivo, cercando di reprimere queste pulsioni attraverso il culto della bellezza (testo).

  7. Come si differenziano Pascoli e D'Annunzio nel loro approccio artistico?
  8. Pascoli preferisce un approccio silenzioso e riflessivo, esprimendo lo smarrimento dell'uomo attraverso la poesia pura, mentre D'Annunzio ama stare sul palcoscenico e cercare l'applauso del pubblico, incarnando una visione più spettacolare e dominante (testo).

Domande e risposte

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