Concetti Chiave
- Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1265, si innamora di Beatrice Portinari a nove anni, che diventa la sua musa ispiratrice per tutta la vita.
- Attivo nella vita politica fiorentina, Dante appartiene ai Guelfi Bianchi e viene esiliato dai Guelfi Neri dopo un colpo di stato nel 1300.
- Il periodo di Dante segna un rinnovamento intellettuale con l'affermazione della lingua volgare e una crescente attenzione verso la vita terrena.
- Le opere principali di Dante comprendono "Vita Nova", "Rime", "Convivio", "De vulgari eloquentia", "De monarchia" e "Divina Commedia", trattando temi di amore, filosofia e politica.
- La "Divina Commedia", scritta in volgare, è un poema epico diviso in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso, che esplora la vita dopo la morte.
Dante e Beatrice
Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da una famiglia di piccola nobiltà.
A nove anni incontra e si innamora di Beatrice Portinari , la donna che sarà sempre sua fonte di ispirazione letteraria, anche quando, nel 1285, Dante sposa Gemma di Manetto Donati,da cui avrà tre figli.
Appartenente a una famiglia guelfa della piccola nobiltà, Dante frequenta le principali scuole dei religiosi e i personaggi letterari più in vista, tra cui Brunetto Latini e Guido Cavalcanti.
Vita politica e esilio
Dante partecipa attivamente alla vita della sua città,Firenze, allora divisa tra la frazione dei Guelfi Bianchi-cui appartiene Dante-, che si batte per l'indipendenza e l'autonomia della città, e quella dei Guelfi Neri, che vuole porre Firenze sotto l'influenza papale.
Nel 1295 Dante si iscrive alla corporazione dei medici e degli speziali e nel 1300 diventa priore, la massima carica nella Firenze del tempo.
Mentre Dante si trova a Roma come ambasciatore, i Guelfi Neri organizzano un colpo di stato : il poeta, accusato di baratteria ( ovvero di aver ricavato un profitto personale grazie alla carica di priore ) , è condannato all'esilio.
Trascorre i suoi ultimi anni di vita a Ravenna, presso la corte di Guido da Polents; ammalatosi di febbri, muore nel 1321.
Rinnovamento intellettuale
Tra la seconda metà del Documento e l'inizio del Trecento si assiste a un rinnovamento della vita intellettuale con l'affermarsi della lingua volgare.
Anche se permane una visone del mondo incentrata sulla religione e sulla convinzione che tutto accada per volontà di Dio, cominciano a farsi spazio una sensibilità e un'attenzione verso la vita terrona e tutto ciò la caratterizza.
Opere principali di Dante
le opere si dividono in:
-Vita Nova (1293-1294) racconta di prose e poesie d'amore scritte in volgare fiorentino e dedicate a Beatrice.
L'amata è dipinta come un angelo mandato da Dio per purificare l'anima del poeta.
-Rime(1283-1308) componenti di questo duecentesco e di argomento amoroso, comico e filosofico.
-Convivio(1304-1307) serie incompiuta di tratti scientifico-filosofico in volgare.
-De vulgari eloquentia(1303-1305)trattato incompiuto in latino che vuole dimostrare la legittimità e la dignità dell'uso della lingua volgare nello scritto.
-De monarchia(1317) trattato di politica in latino dedicato alla monarchia universale,istituzione necessaria per il benessere del mondo.
-Divina Commedia(1306-1321) poema.
La Divina Commedia è un poema scritto in volgare diviso in tre cantiche : L'inferno, il Purgatorio e Paradiso.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Beatrice nella vita e nell'opera di Dante?
- Quali eventi politici hanno segnato l'esilio di Dante?
- In che modo Dante ha contribuito al rinnovamento della lingua volgare?
Beatrice Portinari è la fonte di ispirazione letteraria di Dante, che la incontra a nove anni. Anche dopo il suo matrimonio con Gemma di Manetto Donati, Beatrice rimane un simbolo di amore e purificazione per il poeta, come evidenziato nella sua opera "Vita Nova".
Dante è stato esiliato da Firenze a causa di un colpo di stato organizzato dai Guelfi Neri, mentre si trovava a Roma come ambasciatore. Accusato di baratteria, è costretto a lasciare la sua città natale e trascorre gli ultimi anni a Ravenna.
Dante ha giocato un ruolo cruciale nel rinnovamento intellettuale del Trecento, promuovendo l'uso della lingua volgare nelle sue opere, come dimostrato nel "De vulgari eloquentia", dove sostiene la dignità della lingua volgare nello scritto, contribuendo così alla sua affermazione.