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Umberto Saba


L'ultima poesia vista è stata Pascoli e D'Annunzio a cavallo tra la fine del 1800, poeti delle avanguardie e nel pieno del '900 vi sono 3 autori: Saba, Ungaretti e Montale.
Il critico Luperini ha fatto sua la definizione di novecentismo ed antinovecentismo:
1- novecentismo, che parte da Pascoli e arriva fino ad Ungaretti includendo Montale; basato su poesie liriche fondate su analogia, simboli e linguaggio puro, poesia aristocratica, per pochi, i quali sono in grado di decifrare analogie e simboli;
2- antinovecentismo, che si distingue dal primo perché ha inflessioni (temi e linguaggio) più realistiche, prosastiche tipico di Gozzano e Saba.

Vita: Saba nasce a Trieste nel 1883, la quale apparteneva all'Impero austro-ungarico (Svevo è più vicino alla cultura mitteleuropea, risente del clima di Nietzsche e Freud); si forma in un clima arretrato, studia Leopardi e Petrarca e come Svevo non viene capito subito. Viene a contatto con la psicoanalisi per gravi problemi di nevrosi-> motivo: il padre ariano si chiama di cognome Poli e la madre ebrea viene abbandonata dal marito prima della nascita del figlio; la donna affida il bambino ad una balia slovena, Peppa Sabaz, dalla quale poi deriverà lo pseudonimo Saba, in suo onore; la balia aveva appena perso un figlio e con il marito si prendono cura del bambino; a 3 anni la madre riprende il figlio con sé, provocando un forte trauma psichico per il diverso sistema educativo: la madre è molto rigida, segue le regole della sua religione ed in più gli trasmette un senso di colpa, parla male del padre e gli spiega di non dover essere cosi anche lui. A 3 anni si crea quindi una scissione interiore che poi a 20 anni si manifesterà con una nevrosi ed andrà a fare psicoanalisi da Weiss, andando incontro ad una crisi depressiva più avanti; sposa Lina, dalla quale avrà nel 1909 la figlia Linuccia.

Dopo la prima guerra mondiale apre una libreria antiquaria e comincia a pubblicare diverse raccolte che verranno poi assemblate ne "Il Canzoniere", che apparentemente pare un'opera di facile lettura, parla di vita quotidiana (es. poesie dedicate alla balia, alla moglie, alla figlia, allo sport..); in realtà risultano essere tra le poesie più moderne, originali e difficili nel panorama europeo del '900-> deve essere trattato come se fosse un romanzo psicologico perché la trama rappresenterebbe la vita stessa di Saba e non si può pertanto leggere saltando delle parti.
Nel 1948 scrive "storia e cronistoria del Canzoniere" per la comprensione del testo, che ripercorre in terza persona. Poetica: il clima culturale in cui agisce Saba è quello delle avanguardie, le quali sostenevano che la poesia non avesse più una funzione; il poeta, però, risente di un clima culturale diverso, ritagliandosi una funzione psicologica e sociale-> l'uomo, attraverso la lettura dei suoi testi, dovrebbe approfondire la conoscenza della sua interiorità e più si conosce, più è in grado di relazionarsi con gli altri. Premessa: affinché la poesia possa avere la funzione psicologica e sociale, questa deve essere onesta e sincera e può esserlo solo se quando il poeta scrive parla del proprio io interiore, cercando le verità più nascoste e intime, al costo di creare una poesia brutta (contrario di D'Annunzio che scrive testi belli e sonori) ; deve usare la psicoanalisi come strumento di conoscenza.
La verità profonda viene identificata nel principio del piacere (eros) e la poesia dovrebbe esprimere questa pulsione. La psicoanalisi dovrebbe fare da specchio per aiutare a sanare i conflitti interiori ma lui non ci riesce; la sua onestà gli permette pertanto di descrivere il fallimento. Saba espone la propria poetica nel saggio "Quello che resta da fare ai poeti" nel quale sottolinea gli scopi principali che dovevano muovere i poeti in quel frangente storico: onestà, sincerità, naturalezza e desidero di ricercare la verità

Altre opere dell'autore

"Mio padre è stato per me l'assassino"

"Amai" -> dichiarazione di poetica

" A mia moglie" -> viene composta un pomeriggio d'estate mentre aspetta la moglie, prendendo ispirazione da una cagna che gli si avvicina appoggiandosi, che lo guardava in modo dolce ma allo stesso tempo feroce. Saba si aspettava una gratificazione da parte della moglie, la quale però al momento non capisce e si offende.

Interpretazione:
1- attraverso le similitudini rivolte alla moglie, Saba vuole esaltare la vitalità femminile e questo allude ad una concezione positiva del principio del piacere
2- l'unicità della moglie perché viene paragonata agli animali ma a nessun'altra donna ed allude di conseguenza all'unicità della madre
3- la poesia tende a tranquillizzare la moglie, dietro la quale si affaccia la figura della madre; la madre si lamentava sempre, il timore di far soffrire la madre si sposta nel non far soffrire la moglie.
4- interpretazione di Lorenzo Renzi: confronta i lirici dell'amor cortese, che celebravano la donna-angelo che porta a Dio ma che resta distaccata, con Saba, che invece considera la donna portatrice a Dio ma senza escludere la dimensione umana e naturale, inclusa la sfera dell'eros

"Dico al mio cuore, intanto che t'aspetto"

"Secondo congedo": << O mio cuore dal nascere in due scisso, quante pene durai per uno farne! Quante rose a nascondere un abisso! >>
E' il tema della scissione interiore; tra le due parti l'inconciliabilità è paragonata ad un abisso e per nasconderlo utilizza le rose-> qualcosa di bello, come la qualità estetica della poesia

"Città vecchia"


"Ulisse"


In un articolo del 1946, Saba analizza il rapporto che intercorre tra poesia e psicoanalisi: spiega che una persona, se non avesse problemi e complessi, non scriverebbe poesie perché il poeta, essendo narcisista, autoreferenziale, grazie alla psicoanalisi riesce a diminuire il narcisismo, spostandolo dal soggetto all'oggetto.
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