Poetica di Umberto Saba (riassunto)

Umberto Saba è un autore che ha la stessa origine di Svevo, è triestino e anche lui ha una cultura triestina. A Trieste convergono diverse culture e questo porta anche a Saba dei problemi a livello di riconoscimento. Egli riprende del simbolismo, soprattutto la semplicità, le cose semplici, il parlare di temi quotidiani, così come faceva Pascoli. Al di là di questi temi si nasconde comunque una ricerca della verità, che deve essere basata su cose che il lettore conosce. Una poesia famosa è “Gol”.
La poesia onesta di Saba rientra nel discorso di non fare della poesia un mestiere. Non si scrive una bella poesia per attirare la massa, ma una poesia onesta, sincera, volta a fare chiarezza dentro di sé e nei confronti degli altri. I temi della quotidianità sono la moglie, la casa, la partita di calcio ecc. L’opera maggiore di Saba è “Il canzoniere”. Da una parte c’è l’opera di cose semplici e quotidiane, non di cose che portano ad attirare il lettore; dall’altra parte il desiderio di sincerità spinge Saba ad andare al di là delle apparenze, come nella poesia “Amai”. Non si vuole svelare il mistero; la verità che Saba cerca è tutta terrena, motivazioni che spingono tutti gli uomini. Da un lato la poesia onesta propone le tematiche più semplici, quotidiane che il lettore conosce e comprende; dall’altro cerca sincerità, verità che conoscono tutte, semplici. L’introspezione di Svevo e Saba è derivata dallo studio, dalla conoscenza di Freud e Nietzsche. Si viene a contatto con una realtà non ancora accettata e diffusa in Italia. Hanno una formazione classica e umanistica come la hanno gli italiani; vengono accusati di scrivere in modo strano perché sono triestini.
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