Analisi della poesia "A Zacinto"

La poesia è un sonetto, infatti è composta da quattordici versi endecasillabi divisi in due quartine che presentano rime alternate che rispettano lo schema ABAB ABAB e due terzine con rime che non rispettano uno schema preciso, infatti esso è CDE CED. Le rime delle quartine sono caratterizzate dalla ripetizione delle parole "acqua" e "onde" che il poeta sfrutta per far risaltare il fatto che la sua città natale ovvero Zante fosse un'isola.
La poesia è una specie di addio alla città tanto amata da Foscolo che si può dividere in due parti: una in cui vengono presentate le bellezze a cui il poeta stava dando l'addio e per le quali era in pena e l'altra quando si fa riferimento all'Odissea di Omero, di cui lo stesso scrittore era grande estimatore.
Il testo è incentrato sull'addio all'isola e sui sentimenti e ricordi che esso genera nell'interiorità di Foscolo e ciò viene fatto anche presagire dal titolo della poesia: "A Zacinto" che fa capire come questa sia dedicata all'isola.

Non ci sono particolari aspetti grafico-visivi, ma sono invece presenti campi semantici quali quello del divino: sacre, vergine, venere, fato; della purezza: sponde, acque, onde, limpide e quello della cattiva sorte: esilio, sventura, sepoltura, illacrimata.
Viene adottato un registro medio e la sintassi è piana e lineare e ciò contribuisce a far arrivare in modo più diretto i sentimenti del poeta oltre che a rendere meno pesante la poesia.
Il ritmo della poesia è mosso e variato a causa della presenza di accenti ritmici, sono presenti tre enjambements (vv. 3-4; vv.8-9; vv.13-14) e due allitterazioni derivanti dalla ripetizione della "c" della "r" spesso disposte all'inteno della stessa parola.
Sono presenti diverse figure retoriche quali diverse anastrofi: "più mai" (v.1) "greco mar" (v.4) "vergine nacque" (v.4) "materna mia terra" (v. 13);un climax ascendente: "esilio, sventura, sepoltura" ; una sineddoche: "verso" (v.8)
e due metafore: "che te specchi nell'onde" (v. 3) e "illacrimata sepoltura" (v.14).
Esse hanno la funzione di rendere più suggestiva la poesia oltre che a renderla meno scorrevole al fine di far risaltare lo stato d'animo difficile del poeta rendendo anche più emozionante il contenuto della poesia.
Essa è riconducibile al 1803 circa e descrive l'addio all'isola di Zante che il poeta diede in quel periodo a causa del suo esilio volontario per vicende politiche.

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