A Zacinto

Valori: gli effetti familiari, la contemplazione id una bellezza superiore ed ideale, l’amor di patria, l’amore per la donna amata, il valore stesso dell’amicizia.
La memoria classica in questa lirica è evidente: mentre Ulisse viaggai e ritorna aItaca, strappato per necessità legate agli affanni, il poeta si presenta come un nuovo Ulisse; a differenza di Ulisse, il poeta non conoscerà mai questo ritorno alla terra materna.
Da una parte, abbiamo l’esaltazione della poesia come capace di vincere la forza del tempo, che condanna l’uomo alla mortalità; dall’altra abbiamo la considerazione tragica di un destino diverso da quello di Ulisse, di un destino da esiliato e da emarginato.
E non tornerò mai più a rivisitare le coste dell’isola di Zacinro.
Sono sacre per una sacralità poetica ed ideologica. Sono sacrea alla memoria perché riguardano l’infanzia del poeta, ma allo stesso tempo sono le sponde infanzia dell’umanità.

Dove crebbi da giovane; o Zacinto mia, che rifletti la tua immagine sulle acque del mare greco, dal quale nacque Venere, e rendeva quelle isole fertili grazie al suo primo sorriso, sicché celebrò le tue limpide nuvole (riferimento alla Sera) e le tue fronde, il nobile verso di Omero (nominato attraverso una perifrasi onomastica), di colui che cantò l’esilio e il viaggio in direzioni diverse, a causa del quale Ulisse, connotato da un epiteto che ricorda quelli omerici (bello di fama e di sventura) lo hanno reso celebre, e raggiunse alla fine Itaca.
Tu, del figlio che avrai generato, o mia terra materna, soltanto il canto. IL canto del figlio è l’inclito verso, che trasforma la terra di Zacinto in una terra la cui memoria durerà per sempre.
A me impose, quello stesso destino che ha voluto luogo di compimento di sventura per Ulisse, una sepoltura dolorosa (perché non bagnata dalle lacrime dei vivi).

In morte del fratello Giovanni


Giovanni Dionigi Foscolo, fratello del poeta, era morto suicida a causa del gioco d’azzardo, che gli comportò una grave perdita per via della quale cercò di estinguere il debito dalle casse dell’esercito; scoperto, Giovanni fuggì e si rifugiò a Venezia, dove, per il disonore, si tolse la vita.
Al poeta resta la condizione di chi, ancora immerso negli affanni della vita, spera di poter godere della consolazione toccata al fratello Giovanni; la sua tomba è visitata dalla madre, quindi la sepoltura di Giovanni è lacrimata. In questa visione di una morte che è meno amara se consolata dalla prospettiva di conservare immutati gli affetti di quella corrispondenza che unisce vivie morti, ilpoeta spera anche per sé una consolaizone di vitale fattura. La consapevolezza dell’esilio lo induce ad auspicare per sé la restituzione delle sue spoglie mortali agli affetti familiari che, nelle sepolture lacrimate, assicurano la consolazione dalla morte per chi è costantemenete visitato dai congiunti.
L’esordio ricorda la visita alla tomba del fratello da parte di Catullo.
Un giorno, se la mia vita non sarà sempre randagia come quella del fuggiasco, fra genti straniere, mi vedrai seduto sulla tua tomba, o fratello mio, compiangendo il fiore caduto prematuramente dei tuoi anni giovanili.
La madre, ora, da sola, inoltrandosi negli anni più avanzati della sua vita, parla di me

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