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Ugo Foscolo

Ugo Foscolo nasce a Zante nel 1678. Foscolo scrive un rommanzo in cui esprime tutta la sua amarezza per la cessione dei territori in cui si trovava Zante,visto che Zante faceva parte della repubblica del Veneto.
Per quel che riguarda gli eventi storici, Napoleone fu sconfitto a Waterloo nel 1815 e il potere passò agli austriaci. In questo momento, Foscolo preferisce rinunciare alla collaborazione con gli austriaci, che gli avevano proposto di lavorare alla "biblioteca italia", un importante giornale da loro sostenuto; sceglie invece di andare in Esilio. Trascorre gli ultimi anni in Svizzera e Gran Bretagna e muore nel 1827 a Turnham Green (Londra).
Siamo in un periodo storico in cui si afferma il patriottismo, mentre il cosmopolitismo va in crisi. Mentre la ragione illuminista rendeva tutti uniti, ora le nazioni riscoprono le proprie origini: i popoli si rendono conto di essere diversi gli uni dagli altri.
Nell’Umanesimo il Medioevo era stato disprezzato, etichettato come l’età del buio, dell'avvilimento della ragione; ora il Medioevo viene rivalutato e la religione diventa la componente identitaria di un popolo.

Il Preromanticismo di Foscolo si basa sulla concezione materialistica dell'esistenza: secondo tale concezione, la vita è vista come un continuo ciclo di nascita, distruzione e morte. Questa è la ciclica vita della natura e della materia. La ragione ci dice di accettare questo aspetto, ma Foscolo non segue la ragione, idolatrata invece dall'Illuminismo: in questa fase, tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800, si assiste alla crisi dei valori illuministici; tali valori non rispondono più ai tempi, non danno più risposte convincenti. Nemmeno Napoleone aveva dato risposte, aveva promesso uguaglianza, fratellanza e libertà, ma queste promesse erano state sconfessate, a causa dell'atteggiamento dispotico assunto dallo stesso Bonaparte; tuttavia, Foscolo preferirà sempre Napoleone agli austriaci: aveva infatti capito che gli austriaci avrebbero attuato una politica ancora più regressiva di quella del generale francese.
Nelle sue opere, Foscolo sottolinea spesso l'importanza del ruolo dell'intellettuale,a spetto che vedremo sempre più presente nel Romanticismo; L'intellettuale è la guida del popolo e delle nazioni. Il messaggio del Romanticismo, un messaggio profondamente patriottico, avrà successo soltanto con Manzoni: Manzoni è un democratico rispetto a Foscolo.
Manzoni sceglie il genere del romanzo, che si appresta ad una diffusione dell'opera più efficace.
Una delle caratteristiche portanti del Preromanticismo, che poi diventerà un carattere fondamentale del Romanticismo, è il sentimento. Foscolo esprime bene il suo sentimento di patriottismone "le ultime lettere a Jacopo Ortis". attraverso la lettera, una forma molto intima, Foscolo si riflette in un giovane, Jacopo, nel quale rivede le sue stesse delusioni: anche Jacopo subisce la delusione di Campoformio. Jacopo si innamora di una bella fanciulla di nome Teresa, vicenda che complica ancora di più la sua situazione. La fanciulla viene paragonata ad una Dea: in Foscolo, la bellezza femminile ha un senso profondo, è un qualcosa che illumina la realtà e che, nel deserto dell’esistenza, ha un valore consolatorio. Abbiamo usato l’espressione “deserto dell’esistenza” perché Foscolo vive un rapporto conflittuale con il suo tempo, nel quale solo la donna può portare serenità.
 Il sentimento è anche l’amore, poiché Jacopo si innamora di Teresa, ma non può sposarla: ella è stata promessa ad un altro uomo, Odoardo, per volere del padre. Odoardo è un uomo ricco e può assicurare a Teresa un avvenire di lusso e di benessere. I sentimenti della ragazza vengono però sacrificati, perché anche lei è innamorata di Iacopo, ma lui non può garantirle nulla, non è ricco e fa anche parte delle liste di proscrizione. Delusione politica e delusione sentimentale si uniscono in quest'opera letteraria, che si conclude con il suicidio. Qui il suicidio è "titanicamente inteso", è cioè un’affermazione estrema del proprio io, laddove l'io concepisce il suicidio come l’unica affermazione di sé: Jacopo, povero e frustrato per non poter sposare la sua amata, decide di togliersi la vita. L’opera ha uno stile molto tragico: il protagonista ha molte delle caratteristiche dell’eroe tragico. È buono e si oppone alle ingiustizie, mettendo a rischio anche la sua vita. Egli muore suicida.
Mentre Jacopo è animato dalla passione per la patria, ma anche dalla passione amorosa nei confronti di Teresa, Odoardo coltiva come ideale la ricchezza, quindi appare freddo, lucido, calcolatore, a differenza di Jacopo che ha un carattere tipicamente romantico.
 Queste lettere sono indirizzate a Lorenzo Alderani. La finzione consiste nel fatto che questo avrebbe raccolto le lettere e le avrebbe pubblicate aggiungendo alcune osservazioni e la descrizione della morte di Jacopo. Jacopo si è ucciso per un estremo valore della patria, perciò quest’opera sarà destinata alle persone magnanime che non chiedono un sacrificio agli altri, ma sono essi stessi capaci di compierlo; proprio come ha fatto Jacopo, che ha deciso di rinunciare alla sua stessa vita pur di non vedere sottomessa la propria patria.
Nel sonetto “a Zacinto”, prevale la forma classica, che stempera il sentimento, come se lo contenesse e lo arginasse: il sentimento è meno bruciante.
Nei sonetti, lo stile foscoliano è diverso. Foscolo parte da una visione meccanicistica e vi aderisce pienamente. A differenza di Manzoni, fedele al Cristianesimo, Foscolo è ateo, e concepisce la sua visione materialistica dell’esistenza che la ragione, come abbiamo detto, lo porta a condividere. Ma l’uomo non è solo ragione, è anche sentimento: egli quindi non si arrende di fronte ai limiti della concezione meccanicistica. Essa viene superata dalla teoria delle inclusioni, che consiste nel provare un forte sentimento (come l’amore per una donna), insieme alla concezione che dopo la morte non finisca tutto, ma si viva e si sopravviva attraverso i ricordi.
Proprio questo importante tema della morte ritorna nel "carme dei sepolcri. C’era stato un editto, l’editto di Saint Crux, che prevedeva che le tombe fossero tutte uguali, e poste tutte al di fuori della città. Foscolo condivide inizialmente questo provvedimento, ma poi, dopo attenta riflessione, la sua posizione cambia. L’Editto non è giusto inanzitutto nei confronti dei cari del defunto, che devono andare a trovarlo in un insieme di tombe tutte uguali, ma anche nei confronti dei grandi personaggi, come Michelangelo: se le loro tombe saranno uguali a quelle degli altri, sarà difficile per loro essere ricordati. Per Foscolo, l’unico mezzo con cui si può conservare memoria di questi grandi personaggi, come anche dei propri cari, è la memoria.
Nei sonetti, in particolar modo “in morte del fratello Giovanni”, egli sottolinea l’importanza di chi resta, che ha il compito di andare a trovare il defunto; egli chiama “amorosi sensi” quei vincoli indissolubili che chi resta, prova nei confronti del defunto, nel suo ricordo. Nel sonetto “in morte del fratello Giovanni”, Foscolo sottolinea come egli saluta da lontano la sua patria e la sua famiglia, mentre la madre può recarsi sulla tomba a salutare il fratello: la madre può essere presente fisicamente, lui è presente solo spiritualmente.
“A Zacinto” si conclude con l’auspicio che, dopo la morte, Foscolo sia sepolto in Italia, per far in modo di restare per sempre nella sua patria. Il concetto del ricordo dopo la morte è tipicamente romantico.
Nei sonetti, è èpiù evidente l’autobiografismo foscoliano, che è pure presente nelle lettere di Jacopo Ortis.

IL CARME DEI SEPOLCRI

Il carme si apre con un’iscrizione latina: “siano sacri i giuramenti”..
Il carme si compone di 295 endecasillabi: dal verso 1 al verso 22 si ha il valore affettivo delle tombe.

Il carme, infatti, si apre con un lungo interrogativo: per chi non c'è più, la tomba non ha alcun significato. Qui Foscolo si rivolge a Ippolito Pindemonte, un suo amico poeta, che aveva scritto un'opera riguardante proprio le sepolture. C'è questo dialogo fra Ippolito e Foscolo: Foscolo vuole convincere l'amico del fatto che la sepoltura sia necessaria non perchè risponde ad una prescrizione di carattere religioso, ma perchè rende possibile la "corrispondenza d'amorosi sensi"; ossia un'unione, un dialogo a distanza fra chi non c'è più e la persona che sopravvive. Le condizioni per essere ricordati sono: lasciare un'eredità d'affetti, lasciare dei buoni ricordi, lasciare dei ricordi affettivi e, sopèrattutto, essere sepolti nella propria terra. L'illacrimata sepoltura foscoliana (presente nel sonetto "a Zacinto") è dovuta proprio al fatto che si è sepolti non nella propria patria, ma in una terra straniera.
Dal verso 23 al verso 40 li ha la sopravvivenza della memoria dei vivi (che si oppone alla concezione materialistica, secondo cui la materia si riproduce continuamente).
Dal verso 41 al verso 90 si citano invece gli effetti negativi dell'editto di Saint Crux: Foscolo fa l'esempio di Parini, un grande personaggio che è così disprezzato da far unire le sue ossa a quelle di un ladro.
Dal verso 91 al verso 150 si ha un altro tema: il valore civile delle tombe. Si ha qui un excursus di carattere storico. Foscolo, attraverso delle immagini, esprime l'assunto che la sepoltura è quella realtà che ha reso possibile l'inizio della civiltà: prima, gli uomini primitivi lasciavano i corpi alle bestie feroci e agli agenti atmosferici; solo con la civiltà, si ha il rito della sepoltura. La civiltà, per Foscolo, è il mezzo che riscatta l'uomo dalla barbarie e dal mezzo animalesco. Foscolo mostra qui una cultura materialistica, di matrice illuministica. Fa riferimento al Medioevo: durante il Medioevo, i corpi venivano sepolti nelle Chiese, che diventavano, a lungo andare, maleodoranti. Vede, invece, in maniera positiva la sepoltura classica: si hanno immagini di serenità, armonia e tranquillità.
C'è poi il riferimento alla civile Inghilterra: i cimiteri inglesi ricordano quelli classici, sono come dei giardini. Si comincia a delineare la figura dell'ammiraglio Nelson, di cui le fanciulle inglesi chiedono il ritorno.
Ai versi 137-145, Foscolo afferma che le tombe non hanno alcuna funzione all'interno di una società corrotta.
Come conclusione, Foscolo spera di lasciare dietro di sè un’eredità di affetti e un messaggio civile, alla luce della condizione della sua patria, che è una condizione difficile. Si ha qui il passaggio dalla funzione privata della tomba (i familiari, i cari), a una dimensione collettiva; infatti, dal verso 151 al verso 212, abbiamo la parte centrale del carme.
Vengono citati i “grandi”: Machiavelli, Galileo Galilei, Michelangelo, Alfieri. Le ossa di Alfieri “fremono per amor di patria”: con questa espressione, Foscolo vuole sottolineare che i grandi vibrino e respirino anche dopo la morte, poiché il loro ricordo permane e viene consegnato alle future generazioni. Le “urne dei forti” ispirano i magnanimi, non tutte le persone: ritorna qui quel motivo che era presente nelle lettere di Jacopo Ortis; Lorenzo Alderani pubblica le lettere scritte dal suo amico, con la premessa e la speranza che queste lettere possano essere un monumento. Si prala qui dei monumenti della Chiesa di Santa Croce: il monumento (la tomba) è una testimonianza di chi non c’è più, è un esempio di civiltà, poiché ha un valore privato, un valore pubblico, un valore civile. Ma queste tombe non possono ispirare a tutti, ma soltanto ai “magnanimi”, ai grandi. Ma, laddove la civiltà è corrotta, le tombe non sono un esempio da seguire.
Nel momento in cui la nostra patria era dominata dallo straniero e aveva perso la sua libertà, Foscolo spera che le tombe dei grandi (Galileo, Michelangelo), possano ispirare “l’amor di patria”, per condurre al riscatto della patria. C’è un riferimento a Firenze, a Dante. Foscolo lo chiama “ghibellin fugiasco”: nella moanrchia, Dante aveva scritto dell’imperatore hce doveva essere autonomo dal papa, che doveva avere solo il potere temporale; pur essendo Dante guelfo, alt empo di Foscolo sembrava che egli fosse più vicino alle posizioni ghibelline, ecco perché Foscolo lo nomina “ghibellin fugiasco”.
Si ha anche un riferimento a Petrarca: secondo Foscolo, l’amor eche, nella cultura classica, viene inteso come un amore senza nessuna sfumatura spirituale e cristiana, Petrarca, guardando i classici, aveva maturato un’idea spirituale dell’amore.
L’altro tema cruciale, che si sviluppa dal verso 213 al verso 295, è il tema della poesia. Le tombe hanno avuto una grande importanza per i grandi non solo al tempo di Foscolo, ma anche in passato. Nella battaglia di Maratona, si scontrarono i greci e i persiani. Quelle tombe, dice Foscolo, ispirano ancora una volta l’amor di patria.
Si ha poi la rievocaizone della guerra di Troia: Ettore, il più grande rappresentante dei troiani, è colui che ha pagato il rpezzo della sconfitta. Foscolo vuole insegnarci che non è tanto importante vincere, ma come si combatte: Ettore, anche se ha perso, è proprio colui che dev’essere ricordato, perché ha combattuto eroicamente; ha perso soltanto per un gioco del destino. Ettore insegna alla civiltà, basata sul sepolcro, il sentimento della pietà per i nemici.
Questi monumenti, sono, però, soggetti alt empo e alle intemperie, che le rovina. Si ha sempre la solita sfida tra la materia, che nasce, cresce e muore, e l’illusione: l’illusione sta nell’essere ricordati. L’unico elemento con cui si può essere ricordati è la poesia. La poesia, “vince di mille secoli il silenzio”.
Si ha quindi il valore "eternatrice" della poesia. Questo valore si trova sia nelle lettere di Jacopo Ortis, sia nelle due odi.

Le Odi

Foscolo scrive le Odi per far sì che le donne, di cui probabilmente non resterà nulla, possano essere ricordate nei secoli avvenire. La poesia è il mezzo attraverso cui le figure di queste donne possono permanere immortali.

Le Grazie

Perchè le "Grazie" sono un'opera frammentaria? Le ipotesi sono due: o, secondo la prima ipotesi, perchè Foscolo ha voluto scrivere un'opera frammentaria, emulando la tipologia della tradizione classica, oppure, per la seconda ipotesi, perchè in foscolo era venuta meno una concenzione organica della realtà; i valori che egli aveva sostenuto non ci sono più, quindi la visione ideologica non può più presentare un mondo coerente e comprensibile.
Le grazie sono portatrici delle virtù che educano, l'arte, la musica etc; queste sono le arti che educano gli uomini, che li civilizzano. Per continuare a costruire le loro opere di educaizone, le Grazie devono coprirsi con un velo, perchè vengono aggredite quando arrivano tra gli uomini.
Tutti questi simbolismi sono dei rimandi ad una cultura classica. Tutte le

Le opere di Foscolo sono il risultato del "mirabile" e del "passionato": il mirabile è la cultura classica, mentre il passionato è il sentimento.
In qualche opera prevale più il mirabile, in qualche opera prevale il passionato. Nei Sepolcri e nei sonetti troviamo un equilibrio tra questi due aspetti, mentre nelle ultime lettere di Jacopo Ortis prevale il passionato.

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