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Nacque a Zante, un'isola greca, da padre veneziano e madre greca nel 1778, ma abbandonò a quattordici anni la sua isola, quando la famiglia si trasferì a Venezia.Molto presto cominciò a scrivere e si fece una fama come poeta; una sua tragedia scritta all'età di diciannove anni fu rappresentata in teatro a Venezia; molto presto cominciò anche la sua attività politica e militare.Questa sua partecipazione alla vita pubblica, in occasione delle conquiste francesi, durò però solo pochi mesi. In seguito al trattato di Campoformio del 1797 tra francesi e austriaci, in cui Napoleone lasciò la città di Venere all'Austria, egli infatti non si sentì più di continuare a viverci né poté più apprezzare l'opera di Napoleone, che prima aveva ammirato molto e verso la quale diventò invece sempre più critico.
Partì allora dalla sua città, fuggendo da una situazione politica troppo diversa da quella che si era aspettato. Trascorse periodi a Milano, a Bologna, a Firenze, impegnandosi sempre nella vita civile scrivendo su vari giornali, tenendo lezioni all'università, arruolandosi nell'esercito e sempre scrivendo e pubblicando le sue opere. Ebbe molte e intense relazioni amorose, tutte concluse infelicemente.

Morì vicino a Londra nel 1827.Le principali opere di Ugo Foscolo
L’opera più importante del Foscolo è senza dubbio “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” (1802-1803), un romanzo scritto in forma epistolare nel quale è presente una forte impronta autobiografica. Il libro, a causa delle sue implicazioni politiche, venne persino censurato ed ebbe una tormentata storia prima di poter essere pubblicato.
Ad entrare di diritto nella storia della letteratura italiana furono anche diversi componimenti poetici come ad esempio l’ode “All’amica risanata” (1802), e i sonetti “In morte del fratello Giovanni”, “A Zacinto” e “Alla sera”, tutti e tre composti nel 1803.
Il carme “Dei sepolcri”, del 1806, è un’opera dedicata al Pindemonte che tratta di tematiche quali il significato della civiltà, la profondità della poetica e il materialismo. A tutto ciò si uniscono le vicissitudini storiche che l’Italia all’epoca stava attraversando, e il desiderio di riscatto sociale e personale provato non solo dall’autore ma anche dai suoi contemporanei.

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