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Ugo Foscolo

La vita
Ugo Foscolo nacque nel 1778 a Zante (isola nel mare ionio, apparteneva alla Repubblica di Venezia). L’essere nato in terra greca da madre greca fu molto importante per il poeta che si sentì legato alla cultura classica. Quando si trasferì con la famiglia in Dalmazia, frequentò gli studi presso un seminario. Quando morì il padre (1788 ), la famiglia ebbe gravi difficoltà economiche, perciò la madre andò a Venezia per cercare aiuti dai parenti. Foscolo la raggiunse più tardi e non conoscendo la lingua italiana, si dedicò agli studi e contemporaneamente cominciò a scrivere i suoi primi versi, acquistando fama nella società veneziana.
Per evitare problemi con il Governo lasciò la città e si arruolò nelle truppe della Repubblica Cispadana che appoggiavano Napoleone e scrisse un’Ode : a ”Bonaparte liberatore”, che esaltava come portatore di libertà. Quando poi Napoleone con il Trattato di Campoformio cedette Venezia all’Austria, Foscolo lo visse come un tradimento e si rifugiò a Milano, essendo profondamente deluso. A Milano Foscolo conobbe i più importanti intellettuali come Parini e Monti. Con l’avanzata degli austriaci, il poeta tornò ad arruolarsi e partecipò ad alcuni scontri. Quando con la vittoria di Marengo, Napoleone riconquistò l’Italia, Foscolo divenne capitano dell’esercito della Repubblica italiana. In questo periodo visse un'intensa passione amorosa.
Nel 1808, grazie al Monti, ottenne una cattedra all’università di Pavia, sembrava che tutto andasse bene, quando la cattedra fu soppressa. Foscolo, a causa del suo brutto carattere, ebbe parecchi nemici fra gli intellettuali (fra cui anche Monti). Nel 1811 fece rappresentare la tragedia Aiace, nella quale vennero annotate molte allusioni a Napoleone tanto che la tragedia non fu mai più rappresentata, per cui il poeta rimase senza lavoro. Si recò a Firenze dove trascorse due anni felici. Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia, Foscolo tornò a Milano, dove si arruolò di nuovo. Quando gli austriaci rientrarono a Milano, Foscolo andò prima in Svizzera e poi a Londra.
A Londra fu accolto con simpatia, ma successivamente, poiché conduceva una vita molto dispendiosa, si trovò in gravi problemi economici. Per far fronte ai debiti egli cominciò a pubblicare dei saggi sulla letteratura italiana nelle riviste inglesi. Nell'ultimo periodo della sua vita fu costretto a scappare dei creditori, nascondendosi nei sobborghi più poveri di Londra. Egli morì in povertà in un piccolo villaggio e solo più tardi i suoi resti furono portati in Italia e sepolti in Santacroce (assieme ai poeti e ad altri intellettuali).

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