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Ugo Foscolo - La vita

Niccolò Foscolo (il poeta preferì il nome Ugo) nacque nel 1778 a Zacinto (ora Zante) da padre veneziano e madre greca. Compì i suoi primi studi a Spalato, in Dalmazia, dopo essersi stabilito con la famiglia. Alla morte del padre si trasferì con la madre a Venezia, dove frequentò salotti che lo introdussero nell’alta società veneziana (Ippolito Pindemonte). Si dedicò alla lettura dei poeti greci, latini e italiani e frequentò l’università di Padova. Sostenitore dei principi di libertà e uguaglianza, in contrasto col governo, dovette abbandonare Venezia, colli Euganei.

Durante la prima campagna napoleonica in Italia del 1796 le truppe francesi entrarono in Liguria e giunsero a Milano. Nel 1797 Foscolo si trasferì a Bologna, arruolato nel corpo dei Cacciatori a cavallo della Repubblica Cispadana. Con il trattato di Campoformio, Napoleone cedeva la repubblica veneta all’Austria. Foscolo si recò a Milano e poi di nuovo Bologna dove continuò a militare nell’esercito.

Nel 1801 si innamorò di Isabella Roncioni, ispiratrice del romanzo epistolare Ultime lettere di Jacopo Ortis, ebbe una relazione con Antonietta Fagnani (ode All’amica risanata), nello stesso anno morì il fratello di Foscolo, suicida per debiti, a cui l’autore dedicò un sonetto, pubblicato nelle Poesie.

Nel 1804, trasferitosi in Francia per combattere al fianco di Napoleone, conobbe Fanny Hamilton con la quale nacque la figlia Floriana. In seguito maturò una disillusione nei confronti del generale.

Il poeta conobbe in seguito Alessandro Manzoni a Parigi e, tornato a Milano, compose il carme Dei Sepolcri. Ottenne una cattedra all’università di Pavia che gli fu successivamente revocata per i suoi atteggiamenti antinapoleonici che gli costarono antipatie. Fu sollecitato a lasciare Milano e si trasferì a Firenze.

Nel 1813 Napoleone fu sconfitto a Lipsia dalle potenze europee, l’Italia tornò sotto gli antichi domini. Foscolo non accettava di vivere sotto il dominio austriaco, se ne andò quindi in esilio in Svizzera e a Londra dove fu accolto con simpatia e si diede a una frenetica attività letteraria. Il poeta morì il 10 settembre 1827 in un sobborgo di Londra in precarie condizioni economiche e di salute, le sue spoglie furono portate a Firenze nella chiesa di Santa Croce.

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