"Un giorno, se io non sarò costretto a fuggire di paese in paese, mi vedrai seduto sulla tua tomba, o fratello mio, piangendo la tua giovinezza stroncata dalla morte. Mamma o la sua vecchiaia trascinando parla di me co i tuoi silenziosi resti mortali ma io tendo inutilmente le mie mani e solo da lontano saluto la mia casa. Sento il destino avverso e le intime preoccupazioni che turbarono quando eri in vita, e prego anche io là dove tu sei approdato, la quiete. Di tanta speranza questo mi resta oggi! Gente straniera, rendete almeno il mio corpo all'affetto di mia madre quando anche io morirò!"
La poesia è composta da 14 versi endecasillabi e ci sono due quartine e due terzine. Le rime sono alternate ed è un sonetto. Lo schema delle rime per le prime due quartine è ABAB; per le due ultime terzine è ABA. Sono presenti degli enjambement tra i versi 3-4 (gemendo-il fior) e tra i versi 9-10 (secrete-cure). Per quanto riguarda le figure metriche del suono, possiamo trovare un fonosimbolismo nel verso 3, perché questo verso ci da l'idea di Ugo Foscolo che è disperato e triste per la morte del fratello. Il linguaggio della poesia è colto. Passando alle figure retoriche, nel verso 4 c'è una metafora. Nel verso 6 è presente una sinestesia. Nel verso 8 c'è una sineddoche e nel verso 13 c'è una metonimia. Il tema principale di questa poesia è il disagio. Ugo Foscolo, infatti, esprime l'amarezza per la sua condizione di esule, che gli impedisce di tornare in patria a visitare la tomba del fratello morto e l'anziana madre. Un giorno, riflette il poeta, anche lui troverà pace nella morte, e allora si augura che almeno le sue spoglie possano essere seppellite in patria. Ugo Foscolo è nato a Zante (l'attuale Zacinto) nel 1778. Rimane orfano di padre e si trasferisce con la madre e i fratelli a Venezia, dove si appassiona agli ideali della Rivoluzione francese e si schiera a fianco di Napoleone. Fra il 1804 e il 1806 vive in Francia, rientrando poi a Milano, dove compone "Dei sepolcri" nel 1807. Nel 1812 il poeta si ritira a Firenze, dove si dedica a comporre "Le Grazie" e trascorre un periodo di soddisfazioni letterarie e mondane. Nel 1813 torna a Milano ma, per non dover giurare fedeltà agli Austriaci, fugge in Svizzera e di qui ripara a Londra dove rimarrà fino alla sua morte, dopo difficoltà economiche, nel 1827.

Hai bisogno di aiuto in Ugo Foscolo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email