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U.Foscolo -”Come nel chiostro vergine romita”- Le Grazie-Inno II

Testo

Come nel chiostro vergine romita,
se gli azzurri del cielo, e la splendente
Luna, e il silenzio delle stelle adora,
sente il Nume, ed al cembalo s'asside,
e del piè e delle dita e dell'errante
estro e degli occhi vigili alle note
sollecita il suo cembalo ispirata,
ma se improvvise rimembranze Amore
in cor le manda, scorrono più lente
sovra i tasti le dita, e d'improvviso
quella soave melodia che posa
secreta ne' vocali alvei del legno,
flebile e lenta all'aure s'aggira;
così l'alta armonia che . . . . . .
discorreva da' Cieli . . . . . . . .

Parafrasi

Come in un chiostro, la vergine solitaria
adora l’azzurro del cielo, e la luna
splendente, e il silenzio delle stelle,
sente in sé l’ispirazione divina, e si siede davanti al cembalo,
per sollecitarlo con il piede e con le dita e con l’errante
estro e con gli occhi vigili alle note,
ma se ad un tratto, l’ Amore le invia al cuore
dei ricordi, le dita scorrono più lentamente
sui tasti [dello strumento], ed improvvisamente
quella soave melodia, che si nasconde
negli alveoli musicali del legno,
si diffonde nell’aria sommessa e lamentevole;
nello stesso modo l’armonia cosmica che [……]
si diffondeva dai Cieli […..]
da Le Grazie, inno II, passi sparsi

Spiegazione

Si tratta di un passo che è stato definito dai critici “vagante”, cioè senza una collocazione fissa all’interno de “Le Grazie” che in alcune antologie o edizioni dell’opera viene collocato fra i Passi sparsi dell’Inno secondo.
Il primo verso ci conduce in un’atmosfera fatta di solitudine e di silenzio. La figura femminile è sola ed indistinta e il chiostro separa la scena dal resto del mondo, aperto solo alla luna che splende in cielo. La donna potrebbe farci pensare ad una suora che nel chiostro di un convento suona il clavicembalo. Tuttavia questa interpretazione è contraddetta dal v. 4 che ci rimanda ad una divinità pagana, quindi nell’atmosfera non esiste nulla di cristiano. L’ispirazione pagana del nume sollecita la fanciulla a suonare al chiarore lunare. Il particolare degli occhi vigili non è chiaro, perché si può immaginare che essa sia intenta ad improvvisare per cui il verso 6 si può interpretare che essa sia attenta ai tasti e alle note che deve creare.
Ad un tratto l’Amore le invia dei ricordi per cui la musica si fa meno eccitata e le note più sommesse e malinconiche. Nel verso 13 si nota, pertanto, un accordo fra la musica ed il sentimento.
La composizione è costruita su di un paragone: Come…. (v.1)/così……. (v.14). Purtroppo della seconda parte è rimasto solo l’inizio di due versi incompleti. Le parole del v.14 potrebbero introdurre il tema dell’Armonia cosmica che si espandeva nei Cieli.
Molti tempi del Foscolo sono presenti nel componimento: la solitudine, i ricordi lontani di una passione amorosa, la suggestione notturna della musica a cui fa riscontro il silenzio dell’animo, i ricordi classici.
Nell’insieme, il componimento risulta essere piuttosto ermetico ed è per questo che esso ha suscitato molto interesse da parte dei poeti del XX secolo.
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