UGO FOSCOLO

Niccolò Foscolo, in arte Ugo, nasce a Zante o Zacinto (una delle Isole Ionie) il 6 Febbraio del 1778, primo di 5 figli nati dal padre medico e veneziano Andrea Foscolo e dalla madre greca Diamantina Spathys.
Alla morte del padre, Ugo e sua madre si trasferiscono a Venezia, dove il giovane acquisisce subito un'ampia cultura che partiva dai classici greco-romani e arriva agli artisti più recenti, come Rousseau e Alfieri.
Qui conosce il suo primo amore, Isabella Albrizzi e si avvicina all'editore dei Canti Di Ossian, Melchiorre Cesarotti.
Foscolo era un grande sostenitore dei principi libertari della Rivoluzione Francese e di Napoleone.
A lui, infatti, dedica due odi: A Bonaparte liberatore e Ai Novelli Repubblicani.
La sua passione, accompagnata dalla disagiata condizione familiare, lo spingono ad arruolarsi, nel 1797, nelle truppe della napoleonica Repubblica Cispadana.

Da Napoleone, però, Foscolo riceve anche la maggior delusione che più ne ha segnato pensiero e poetica: nel 1797, infatti, con il Trattato di Campoformio, Napoleone cedette all'Austria Venezia.
Foscolo, contrario al restaurato governo austriaco, inizia così il suo lungo e triste esilio lungo tutta l'Italia.
Si reca prima, nel 1798, a Milano, dove incontra Giuseppe Parini e Vincenzo Monti.
Successivamente è a Firenze, dove vive solitario Vittorio Alfieri, al quale Foscolo si ispira soprattutto per la concezione dell'intellettuale nella società.
Nel 1799 si sposta a Genova, dove diviene Luogotenente della guardia nazionale, dopo che la Francia ha dichiarato guerra all'Austria.
Qui compone la sua prima grande ode neoclassica: A Luigia Pallavicini caduta da cavallo.
Dopo quest'esperienza, Foscolo dimora tra Bologna, Firenze e Milano.
Qui ha una relazione sentimentale con Antonietta Arnese, alla quale dedica l'ode: All'amica risanata.
Nel 1801 muore suicida suo fratello Giovanni. Questo avvenimento segna profondamente il pensiero di Foscolo, che diviene molto più maturo.
Tra il 1802-1803 pubblica la prima edizione de "Le ultime lettere di Jacopo Ortis".
Dopo un breve periodo fuori dall'Italia, Foscolo vi torna e ottiene la cattedra di Eloquenza presso l'Università di Pavia, grazie all'aiuto di Vincenzo Monti.
La cattedra, però, fu soppressa dal Governo francese e Foscolo iniziò a darsi al teatro, componendo due tragedie: L'Ajace e La Ricciarda.
Dopo la sconfitta di Napoleone, Foscolo si reca prima in Svizzera e poi a Londra, dove traduce il Sentimental Journey, si da al giornalismo e ritrova sua figlia, che lo accompagnerà fino alla morte, a soli 49 anni.

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