Analisi del testo Tacciono i boschi e i fiumi dalle Rime di Torquato Tasso

Il motivo del brevissimo componimento, nove versi in tutto, è l’esortazione che il poeta rivolge alla sua donna, affinché le loro “dolcezze amorose” si fondino nell’atmosfera immota e silenziosa, che riproduce la pace notturna in cui è immersa la natura, riducendosi ad un unico poetico sospiro d’amore.
L’atteggiamento del poeta è riflessivo. Come la natura esprime la sua armonia attraverso la calma ed il silenzio della notte, così anche l’amore tra un uomo ed una donna può essere fatto solo di sguardi e carezze.
Parafrasi del testo: Tacciono, nella notte illuminata dalla luna, i boschi ed i fiumi; il mare è calmo e non spira un alito di vento. Il poeta chiede alla sua donna di non rovinare quell’atmosfera tranquilla e silente con parole, respiri, baci e sospiri: anche loro, come la natura, resteranno muti.

Schema metrico: Il madrigale, dal punto di vista metrico, è formato dal settenari ed endecasillabi, tutti a rima baciata, tranne il primo. Lo schema metrico del madrigale risale al Trecento. Frequente uso ne fece, tra gli altri, il Petrarca. Si trattava di due o tre strofe di tre versi ciascuna, seguita da una o due coppie di versi a rima baciata. I versi, tutti endecasillabi, erano legati da rime liberamente combinate. Nel corso del Cinquecento, in particolare con il Tasso, il madrigale divenne un’unica strofa di endecasillabi e settenari, con un numero di versi, variamente rimati, oscillante tra i cinque ed i quindici. In tale nuova forma metrica fu utilizzato durante il Barocco secentesco, nel Settecento e oltre, fino a Carducci e D’Annunzio.
L’argomento principale della lirica madrigalesca era l’amore, considerato nella forma del complimento galante o del gioco di parole, oppure inserito sovente in una cornice pastorale. Il madrigale, per la sua brevità, fu inteso fin dalle sue origini come poesia per la musica destinata al canto polifonico.
Il linguaggio è essenziale ed elegante. Il poeta utilizza la struttura sintattica della coordinazione, mediante la quale opera un progressivo accumulo di momenti descrittivi e di situazioni soggettive.
Gli elementi paesaggistici e naturali sono i seguenti: “i boschi e i fiumi”, “I mar senza onda”, “i venti (che) han tregua e pace”, “la notte bruna”, “la bianca luna”.
Le espressioni che si riferiscono all’io del poeta ed alla sua donna sono le seguenti: “noi tegnamo ascose / le dolcezze amorose”, “Amor non parli o spiri, / sien muti i baci e muti i miei sospiri”.
Il vento, quando non soffia, viene immaginato dal poeta a riposo nel buio delle grotte: “ne le spelonche i venti han tregua e pace”.
La frase “alto silenzio fa la bianca luna” vuol significare che la luna fa calare sul mondo un profondo silenzio.
Le rime baciate sono: “giace-pace”, “bruna-luna”, “ascose-amorose”, “spiri-sospiri”.

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