Ominide 1407 punti

Proemio Gerusalemme Liberata


A differenza del proemio dell’Orlando furioso che ha fin da subito un’impostazione caotica e labirintica, nel proemio della Gerusalemme liberata, Tasso immediatamente introduce al lettore il contenuto dell’opera.
Rispetto al doppio chiasmo con cui si inaugurava l’Orlando furioso, Tasso è estremamente preciso: dice fin da subito di narrare le gesta di Goffredo Di Buglione, il personaggio più importante dell’opera, al quale appare l’angelo Gabriele per dargli la testimonianza di Dio che lo invita ad espugnare Gerusalemme. Questa lotta nella prima ottava è rappresentata non come una semplice lotta tra uomini, ma come una lotta ancestrale tra bene e male, tra cielo e inferno, tra Dio e Satana, in uno scenario terreno.
Nella seconda strofa troviamo l’invocazione alla Musa; qui il concetto di Musa è trasportato in una concezione cristiana. Tasso, infatti, a differenza di Dante, differenzia la musa pagana da quella cristiana presentata come ispirazione celeste, la quale si trova non dove la collocava la mitologia classica ma si trova nelle gerarchie angeliche.
Nella terza strofa Tasso scrive che il mondo, ovvero i lettori, sono attratti di più dai versi che presentano maggiore bellezza poetica (l’autore si riferisce a Lucrezio quando dice che il verso è il miele con il quale l’umanità si rallegra).
La quarta e la quinta strofa di Tasso contengono il motivo encomiastico (ovvero un motivo lodativo, di esaltazione): Tasso, seppur non fosse molto legato alla corte, era pur sempre un poeta cortigiano ed era abitudine che i poeti cortigiani dedicassero l’opera al proprio mecenate. Tasso, infatti, si rivolge ad Alfonso II d’Este, duca di Ferrara, pregandolo di accogliere benevolmente il poema e di trarne incitamento per una nuova crociata al fine di sconfiggere definitivamente gli infedeli.
Le ottave ruotano, inoltre, intorno a una triplice opponibilità: la prima è quella tra Cielo e Inferno, Dio e Satana, la seconda è quella tra l’esercito cristiano e l’esercito pagano proveniente dall’Asia e dell’Africa, mentre la terza è quella tra Goffredo e gli altri paladini erranti. Goffredo era, infatti, l’unico dei paladini che si concentrava sull’azione della guerra senza rincorrere altri oggetti.
Hai bisogno di aiuto in Torquato Tasso?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email