Ominide 2167 punti

canto 3 della Gerulamme liberata, parafrasi


Allor, sí come turbine si scioglie
e cade da le nubi aereo fuoco,
il buon Tancredi, a cui Goffredo accenna,
sua squadra mosse, ed arrestò l'antenna.

Porta sí salda la gran lancia, e in guisa
vien feroce e leggiadro il giovenetto,
che veggendolo d'alto il re s'avisa
che sia guerriero infra gli scelti eletto.
Onde dice a colei ch'è seco assisa,
e che già sente palpitarsi il petto:
«Ben conoscer déi tu per sí lungo uso
ogni cristian, benché ne l'arme chiuso.

Chi è dunque costui, che cosí bene
s'adatta in giostra, e fero in vista è tanto?»
A quella, in vece di risposta, viene
su le labra un sospir, su gli occhi il pianto.
Pur gli spirti e le lagrime ritiene,
ma non cosí che lor non mostri alquanto:
ché gli occhi pregni un bel purpureo giro
tinse, e roco spuntò mezzo il sospiro.

Poi gli dice infingevole, e nasconde
sotto il manto de l'odio altro desio:
«Oimè! bene il conosco, ed ho ben donde
fra mille riconoscerlo deggia io,
ché spesso il vidi i campi e le profonde
fosse del sangue empir del popol mio.
Ahi quanto è crudo nel ferire! a piaga
ch'ei faccia, erba non giova od arte maga.

Parafrasi


Allora, improvvisamente, così come il turbine
Si sprigiona e il fulmine cade dalle nuvole,
il buon Tancredi, cui Goffredo di Buglione aveva fatto cenno, mosse la sua squadra
e pose la lancia in resta.
Il giovane tiene così saldamente la grande lancia
E avanza in modo così fiero e al tempo stesso pieno di grazia,
che il re vedendolo dall’alto si accorge che per nobiltà si distingue fra gli altri, che pure sono valorosi. Per cui dice a colei che gli siede accanto,
a che sente già palpitare il cuore:
“Tu devi ben riconoscere i cristiani, anche se chiusi nell’armatura, poiché li hai frequentati a lungo.
Chi è , dunque, costui , che così bene si prepara a entrare in combattimento e appare cosi fiero?”
Alla fanciulla, invece della risposta, viene alle labbra un sospiro, agli occhi il pianto. Tuttavia trattiene i sospiri e le lacrime, ma non tanto da non mostrarli almeno un po':
perché gli occhi pieni di lacrime si cerchiarono di rosso e un mezzo sospiro trattenuto uscì.
Poi gli risponde ingannevole, e maschera sotto l’apparenza dell’odio un altro desiderio:
“Ahime, lo conosco bene, e ho ben ragione di doverlo riconoscere tra mille,
perché spesso lo vidi riempire i campi e le profonde fosse con il sangue versato dal mio popolo.
Ah, quanto è crudele nel ferire! Le ferite che procura non si possono curare con nessuna erba medica, con nessuna arte magica.
Hai bisogno di aiuto in Torquato Tasso?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email