Ominide 2165 punti

Gerusalemme liberata, Canto III - Commento

Il terzo canto è uno dei più vari del poema. Si apre con la baldanzosa marcia dei Crociati, guidati da Goffredo di Buglione, verso Gerusalemme e racconta il primo eroico scontro fra Cristiani e Saraceni. Ma la guerra non è solo argomento del canto che dà spazio ai sentimenti : la commozione dei Crociati alla vista di Gerusalemme; il malinconico amore di Erminia per Tancredi; la vibrante passione di Tancredi per Clorinda.

Allor, sí come turbine si scioglie
e cade da le nubi aereo fuoco,
il buon Tancredi, a cui Goffredo accenna,
sua squadra mosse, ed arrestò l'antenna.

Porta sí salda la gran lancia, e in guisa
vien feroce e leggiadro il giovenetto,
che veggendolo d'alto il re s'avisa
che sia guerriero infra gli scelti eletto.
Onde dice a colei ch'è seco assisa,
e che già sente palpitarsi il petto:
«Ben conoscer déi tu per sí lungo uso
ogni cristian, benché ne l'arme chiuso.

I Crociati sono giunti sotto le mura della città di Gerusalemme. Dall’alto di una torre Erminia riconosce Tancredi e lo indica al re Aladino trattenendo il pianto. Il re crede che il suo turbamento sia dovuto all’odio, Tancredi infatti le aveva ucciso i familiari e tolto il regno, ma in realtà la giovane donna è innamorata del paladino cristiano. Nel frattempo Clorinda, che è uscita dalla città con Argante per fermare i Cristiani, si scontra con Tancredi. Ha inizio un duello violento, ma quando Tancredi riconosce la fanciulla si ferma e le dichiara il suo amore. A questo punto la guerra riprende il sopravvento, i duellanti vengono separati dall’arrivo di altri guerrieri e si perdono nella battaglia.

Hai bisogno di aiuto in Torquato Tasso?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email