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Tardo rinascimento


L’attività degli artisti nel corso del 1500 si modifica leggermente dal punto di vita sociale, perché in questo secolo le arti figurative (scult., pittu. Archit.) vengono assimilate alle arti liberali (letteratura, poesia, grammatica…), mentre prima le arti visive erano considerate parte delle arti meccaniche, ovvero quelle attività artistiche che richiedevano l'abilità manuale. Questo passaggio è un passaggio è molto rilevante perché dal punto di vista sociale le arti liberali garantivano una riconoscibilità sociale maggiore a coloro che erano esponenti di una di esse. Poi nella ordinaria produzione artistica non cambiava nulla, ma è un passaggio che ribadisce ulteriormente nella cultura rinascimentale l’importanza dell’intelletto: inserire le arti visive fra quelle liberali significava riconoscere all’artista un valore non solo manuale ma anche intellettuale. E in effetti questa evoluzione non poteva che accadere, dato il fatto che nel corso del 1400 gli artisti avevano dovuto acquisire nuovi strumenti intellettuali: regole della geometria e della matematiche applicate alla prospettiva. Ma anche l’architettura stessa comincia ad affidarsi a dei principi nella costruzione degli edifici che non sono ancora esattamente scientifici, ma comunque legati al numero, alla proporzione. L’insieme di queste novità introdotte a partire dal 1400 fa sì che dopo un secolo di attività rinascimentale si assista a questo cambiamento.
Parlando poi più in generale dell’attività cinquecentesca, gli ultimi decenni di questo secolo prendono il nome di “tardo rinascimento” o “manierismo”, termine coniato dagli storici più tardi che identifica un progressivo allontanamento dalle regole dei codici rinascimentali per esprimere in maniera più evidente la sensibilità individuale dell’artista. Questo passaggio sarà anche un passaggio fondamentale verso il 1600, secolo dell’arte barocca. Questa corrente artistica si può definire in antitesi alla cultura rinascimentale, perché esalta i sentimenti in luogo della ragione, esattamente l’opposto di quanto avviene in età rinascimentale, dove la ragione, l’intelletto, la capacità dell’uomo di affidarsi alla regola, era l’obiettivo primario. Il passaggio tra 1500 e 1600, da ragione a sentimento, avviene proprio negli ultimi decenni del 1500. L’attività tardo-rinascimentale è detta anche “manierismo”, termine che deriva da “maniera, alla maniera di”, che però non ha niente a che fare con questo concetto. Assume questo significato solo nel 1900. Il primo manierista è stato Michelangelo: è il primo artista che, soprattutto nella tarda età tende a connotare in maniera fortemente soggettiva i temi delle sue opere, soprattutto nella scultura, ma non solo. Ovviamente nella storia dell’arte le trasformazioni non sono rigide e non interessano indistintamente tutti gli artisti, che operano tra l’altro in un territorio molto variegato come quello italiano. Per esempio uno degli architetti più importanti del 1500, Andrea Palladio, che operò in ambito veneto, nello stato della Serenissima, era profondamente classicista e fa della regola l’essenza della sua architettura. Possiamo dire quindi che le trasformazioni e le modifiche della sensibilità artistica cambiano a seconda del luogo e dell’artista stesso e ci vuole molto tempo prima che queste trasformazioni si colgano a pieno e interessino la totalità degli artisti.
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