L'età della Controriforma: L’arte e la letteratura


L’intellettuale o l’artista,che sono i maggiori rappresentanti del pensiero comune, trascorrono un momento di effettiva crisi : da un lato tendono sempre ad accontentare il più possibile il proprio signore, che gli assicura protezione e un tenore di vita dignitoso, ma dall’altro sentono l’esigenza di avere una propria autonomia di pensiero e di lavoro. Questo problema non è certamente nuovo, ma in questo periodo diventa ancora più gravoso perché l’artista deve sottostare ai dettami della C., pena la distruzione del proprio lavoro, la perdita della propria indipendenza, della libertà, se non addirittura della propria vita. Un caso famoso è rappresentato dall’orafo Benvenuto Cellini, che perse la protezione del signore di Firenze Cosimo I, e raccontò la difficoltà di vivere del suo lavoro in un’opera che può essere considerata la prima autobiografia psicologica moderna.
Le inquietudini e l’esigenza profonda di ribellarsi a questa situazione si esprimono in un’arte nuova, che va contro il classicismo e contro il rinascimento; alcuni scrittori del nostro secolo hanno parlato di “Rinascimento inquieto”, padre del Manierismo e poi del Barocco, che affronteremo tra poco. La base fondamentale su cui nasce la nuova corrente artistica è questa: rifiuto dei dettami e delle regole imposte dalle autorità. Per autorità si intendono sia i modelli del passato, come la poesia petrarchista, il purismo linguistico esaltato da Bembo, la concezione dell’arte espressa dalla Poetica aristotelica, e sia i modelli del presente, cioè opere che fossero dichiaratamente fedeli al cattolicesimo.
Se il rinascimento, almeno il primo, aveva esaltato l’armonia e l’equilibrio delle forme classiche, la nuova corrente artistica-letteraria vuole rompere quella serenità, che effettivamente non si riesce più a ritrovare in un momento storico così tormentato: l’artista-intellettuale sente molto più familiari l’irregolarità, l’assurdo, il mistero e la bizzarria. Se precedentemente l’uomo credeva di poter dominare la natura e di poter spiegare tutte le sue leggi, perché espresse in termini matematici, ora è pervaso dal dubbio che non sia tutto così certo, scopre l’interesse per la magia, la favolistica, l’occulto, quindi per forze che non si potevano comprendere. Prodotti letterari che riflettono questo pensiero sono, ad esempio, i grandi poemi del secolo, come l’Orlando furioso di Ariosto e la Gerusalemme liberata di Tasso; infatti si ritrovano in queste opere un’ inquietudine perenne, data dall’incontro dell’uomo con forze destabilizzanti, e la crisi della concezione pienamente ottimista che egli aveva di sé . L’uomo vitruviano sta cessando di esistere.
Nuove idee si esprimono sempre in nuove forme, le quali non comunicano più armonia ed equilibrio, ma esagerazione,distorsione ed effetti grotteschi. Questa nuova corrente d’arte prende il nome di Manierismo, perché questo modo di fare arte viene chiamato maniera. Un altro autore significativo è Luigi Tansillo, la cui poesia lirica si distacca dalle forme del petrarchismo e introduce elementi immaginifici, evasivi, in linea con uno stato di incertezza e di disarmonia.
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