Genius 32601 punti

Ferrara e gli Estensi


Al primo sviluppo dell’Umanesimo ferrarese concorrono l’attività di un maestro e umanista come Guarino Veronese (1374 circa - 1460) e la politica degli Estensi, consapevoli della necessità, per il loro piccolo Stato, di conferire al potere politico un forte prestigio culturale. La peculiarità di questo progetto consiste nell’incontro di tradizione classica, pedagogia umanistica e letteratura romanza che trova una concreta realizzazione nella ricchissima biblioteca estense, in cui convivono libri, quali testimoni materiali, di queste diverse linee culturali. Anche in campo artistico, a partire dalla metà del Quattrocento, Ferrara diventa centro di una produzione pittorica caratterizzata da originalità e sperimentalismo, al punto che si usa parlare di una vera e propria «officina ferrarese»: tra le figure più significative si segnalano Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti e Francesco del Cossa, ai quali si devono gli straordinari affreschi del Palazzo Schifanoia. Tra XV e XVI secolo Ferrara rappresenta però soprattutto il vertice della storia letteraria, come risultato di un interesse via via crescente, a partire dal secondo Quattrocento, per la cultura in lingua volgare e soprattutto per le opere della tradizione epicocavalleresca francese e franco-veneta. Nell’ambito ferrarese, e in stretto contatto con la corte estense e la sua politica culturale, si sperimenta quella commistione di «armi» e «amori», di materia epica e romanzesca, che, aprendosi anche alla tradizione classica, dà vita al filone maggiore del romanzo cavalleresco. Sono queste le radici culturali cui attinge, per primo, Matteo Maria Boiardo con il suo Orlando innamorato , poi affinate nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto e, su basi diverse, ancora presenti nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.
Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email