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Petrarca dedica la sua esistenza all’esercizio intellettuale, individuando nell’espressione letteraria il valore più alto dell’essere umano. Petrarca dunque, è il “Poeta” che intende proporsi alla società come guida spirituale, nella volontà di mettere le sue conoscenze al servizio della collettività. In Petrarca non c’è più la fiducia in un ordine unitario e organico, che era propria, invece, di un uomo tipico del medioevo come Dante. Sul piano filosofico ciò si riflette nel rifiuto della Scolastica. Questa scuola di pensiero, sviluppatasi prendendo le mosse da Aristotele, aveva elaborato un sapere sistematico e unitario che racchiude tutti gli aspetti del reale. Anche Dante, fondava il suo pensiero sulla filosofia scolastica e sulla riflessione del suo massimo rappresentante, san Tommaso. Petrarca preferisce alla scolastica una filosofia ch ponga al cento della sua indagine l’essere umano, che lo aiuti a raggiungere la salvezza. Perciò il poeta guarda all’insegnamento di sant’Agostino, che aveva incentrato la sua meditazione sull’uomo. Petrarca insomma, privilegia l’analisi delle inquietudini dello spirito. Tutta la sua attività letteraria si risolve in una costante indagine sul proprio io, desideroso di certezze e costretto inevitabilmente a fare i conti con i dubbi. E in un animo afflitto da dissidi e contraddizioni la fede non è una certezza salda e incrollabile come in Dante. Anche l’amore per Laura, è una vicenda tutta terrena, tormentata e perennemente inappagata; un’ esperienza analizzata dal poeta, attento a cogliere i propri stati d’animo. Il sentimento amoroso, diventa l’occasione per procedere a un’intensa investigazione dell’animo. E nel privilegiare l’attenzione verso l’essere umano, lo scrittore realizza una notevole innovazione sul piano culturale e ideologico. Ma chi è Laura.

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