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De l'empia Babilonia, ond'è fuggita


De l'empia Babilonia, ond'è fuggita
ogni vergogna, ond'ogni bene è fori,
albergo di dolor, madre d'errori,
son fuggito io per allungar la vita.

Qui mi sto solo; et come Amor m'invita,
or rime et versi, or colgo herbette et fiori,
seco parlando, et a tempi migliori
sempre pensando: et questo sol m'aita.

Né del vulgo mi cal, né di Fortuna,
né di me molto, né di cosa vile,
né dentro sento né di fuor gran caldo.

Sol due persone cheggio; et vorrei l'una
col cor ver' me pacificato humile,
l'altro col pie', sí come mai fu, saldo.

Canzoniere CXIV

Parafrasi


Dalla blasfema Avigone, da cui è scomparso
ogni senso di colpa, dove non c’è più alcun bene,
sede di dolore, fonte di errori
io sono fuggito per non morirvi di dolore.

Me ne sto solo qui (= a Vaucluse); e siccome l’Amore mi invita

ora [compongo] rime e versi, ora colgo erbette e fiori,
parlando con lui [l’Amore] e pensando sempre
ai tempi migliori: e questo mi aiuta [a vivere]

Non mi importa, né della gente volgare, né della Fortuna,
non mi interessa molto neppure di me stesso, né di cose vili,
dentro di me non provo nulla, né per cose della vita interiore, né per quelle che riguardano fatti materiali.

Solo due persone chiedo [di vedere]: e vorrei che una
avesse verso di me il cuore rappacificato e ben disposto
e l’altro [che avesse] il piede sano come non lo è mai stato.

Commento


Il sonetto che segue lo schema metrico ABBA, ABBA, ACE, CDE, risulta interessante per diversi motivi:
1) la polemica anti-avignonese, soprattutto contro la corruzione della Chiesa di quell’epoca. La polemica si basa su di un fatto etico-politico, provato dal lessico utilizzato che si ricollegata a fatti morali, come error, dolor, vergogna, bene. Ma traspare anche una polemica politica: Petrarca identifica Avignone con Babilonia; sappiamo che nell’Antico Testamento, Babilonia era la terra in cui erano stati esiliati gli Ebrei e da questo deriva che il Papa è da considerare come esiliato ad Avignone.
2) Petrarca rappresenta la vita che egli conduce a Vaucluse. Egli descrive se stesso come un uomo solo, lontano dagli interessi materiali, a contatto con la natura (raccoglie fiori ed erbette), la cui attività letteraria consiste nello scrivere versi d’ amore (l’Amore con cui parla è personificato, nell’attesa che arrivino tempi migliori.
Il modello che Petrarca ha davanti è quello del saggio antico dedito all’otium letterario, che conosce la quiete interiore e la serenità d’animo, che non si lascia turbare dalle passioni terrene e resta sempre lontano dagli affari e dagli impegni pubblici.
3) Indicazione dei suoi due unici desideri, riportata nella seconda terzina. Questo è un aspetto che ci introduce in un ambito realistico e contingente. La prima persona che Petrarca auspica di vedere è Laura, con la quale sembra che egli abbia un rapporto conflittuale che augura presto di vedere sanare. L’altra è forse Giovanni Colonna, probabilmente destinatario del sonetto, il quale soffriva di gotta. Questo spiegherebbe perché il poeta gli augura di avere i piedi sani per poter così raggiungerlo presto a Vaucluse.
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