Concetti Chiave
- Il romanzo storico, nato nell'Ottocento con Walter Scott, rappresenta epoche passate in modo verosimile, intrecciando eventi storici e aspetti della vita quotidiana.
- Il declino del romanzo storico inizia nel 1830, con l'emergere del romanzo realistico che si concentra sulla vita contemporanea e sulla critica sociale.
- In Italia, il romanzo storico guadagna popolarità con opere come i "Promessi sposi" di Manzoni, attirando un pubblico più vasto e variegato.
- Diverse scuole del romanzo italiano emergono, con autori che si ispirano a Scott e Manzoni, ma anche figure come Guerrazzi che si oppongono a queste influenze.
- Il romanzo realistico in Italia, pur essendo meno sviluppato, segna la transizione verso il romanzo psicologico, come dimostra "Le confessioni di un Italiano" di Nievo.
••• Il romanzo in Europa
Indice
L'evoluzione del romanzo storico
•• Nell’Ottocento nasce il romanzo storico (l’iniziatore del genere è Scott). Il romanzo storico si propone di far rivivere in maniera verosimile e accurata una determinata epoca del passato, che sia vicina o lontana. Qui si presta attenzione non solo agli avvenimenti già ritenuti storici (politica, economia...), ma anche agli aspetti secondari o privati, come le usanze, la mentalità, i modi di vestire e di vivere della gente comune, non dimenticando neanche le classi più povere. Ovviamente, questo racconto si distingue dalla storiografia perché è romanzato e drammatizzato (descrizione attraverso le vicende dei protagonisti). I grandi personaggi e avvenimenti già considerati dalla storiografia venivano usati solo come contorno per i personaggi fittizi adatti a offrire un quadro storico inedito e fino a quel momento nascosto.
Il successo europeo del romanzo storico è spiegato dall’amore per il passato tipico del Romanticismo, contrapposto al razionalismo antistoricistico dell’Illuminismo. All’amore per la storia si affianca anche un forte sentimento nazionale (si cercano nel passato le radici del proprio popolo), soprattutto in Ivanhoe di Scott. Ma questo romanzo storico era anche una forma letteraria di intrattenimento, che appagava il bisogno di fuga verso un mondo diverso dal grigiore presente.
Il declino del romanzo storico
•• Dal 1830, la moda del romanzo storico tende a sfumare con la nascita del romanzo realistico che racconta vicende e costumi contemporanei (gli autori principali sono Stendhal e Balzac).
Le caratteristiche sono:
la vita quotidiana delle persone appartenenti alle basse classi sociali viene rappresentata in forma seria e tragica;
essendo realistico, il romanzo non colloca più i personaggi su uno sfondo generico, ma sono perfettamente individuati in un momento storico contemporaneo strettamente connesso alle loro caratteristiche di pensiero e comportamentali. Individuo e momento storico sono intrecciati e si influenzano a vicenda. Stendhal e Balzac, con i loro romanzi realistici, trattano il presente come se fosse già storia. La realtà viene approfondita e non guardata e vissuta solo nell’apparenza;
La società contemporanea viene totalmente rappresentata in ogni sua parte;
Ogni individuo è in realtà uno stereotipo del tempo (rappresenta le caratteristiche di un determinato tipo sociale), ma ognuno conserva sempre la sua unicità e individualità inconfondibile;
La rappresentazione così precisa della realtà diventa inevitabilmente anche critica. Il romanzo realistico non fotografa neutralmente la realtà sociale, ma porta alla luce in maniera critica gli aspetti positivi e quelli negativi;
La narrazione è portata avanti, come per tutta la narrativa del primo Ottocento, da un narratore esterno e onnisciente, che inserisce anche digressioni descrittive di avvenimenti e ambienti. Spesso analizza la coscienza dei personaggi, così da motivare i sentimenti e le azioni di questi. Spesso dialoga con il lettore stesso. La scelta del narratore onnisciente è obbligatoria per descrivere i tantissimi collegamenti e le trame del romanzo realistico. C’è fiducia nella possibilità di dominare intellettualmente la complessità del reale. Nel secondo Ottocento questo genere di narrazione si ribalterà.
•• Walter Scott (1771 - 1832), scozzese, dopo aver scritto il primo romanzo, Waverley, ne scrive altri velocemente per evitare il fallimento della sua casa editrice. Ivanhoe è ambientato nell’Inghilterra del 1600 e ha un così grande successo da creare la moda per questo genere di romanzo storico in tutta Europa. Le loro storie hanno anche una forte dose di sentimentalità, pateticità e drammaticità che servivano a intrattenere il lettore.
•• Stendhal (1783 - 1842) aspira a una vita intensa, scontrandosi con una realtà mediocre (la Restaurazione). Questo contrasto tra individuo e società si avverte in tutti i protagonisti delle sue storie, come Il rosso e il nero e la Certosa di Parma (vogliono realizzarsi come individui, ma sono fermati dalle condizioni storiche). Le tematiche da lui affrontate sono romantiche, ma Stendhal è molto vicino allo spirito dell’Illuminismo: la sua prosa è asciutta e ironica e rifiuta i sentimenti.
•• Balzac (1799 - 1850), francese, come Scott, deve scrivere molto per saldare i debiti con la sua casa editrice. Scrive una serie di romanzi, la Commedia umana, che ritraggono la società contemporanea in tutta la molteplicità dei suoi aspetti. Quest’opera è il massimo esempio del romanzo realistico dell’Ottocento per cura dei dettagli nella descrizione degli ambienti e nella caratterizzazione dei personaggi.
••• Il romanzo in Italia
Il romanzo in Italia e il Romanticismo
•• Anche in Italia si afferma il genere del romanzo, che diventa velocemente il più diffuso e letto. Ma quest’affermazione è inizialmente contrastata dagli ambienti letterari tradizionalisti e classicisti, che guardano al romanzo con disprezzo, perché era una forma di letteratura adatta ai lettori ignoranti. Questo disprezzo nasceva perché il romanzo era un genere nuovo, che non corrispondeva a nessuno dei generi narrativi tradizionali considerati sacri dai classicisti, ma avevano anche paura di una rappresentazione troppo viva e passionale della realtà. Questo perché l’Italia era chiusa alle novità e troppo attaccata al passato. L’arretratezza culturale in Italia era la conseguenza della sua arretratezza politica, sociale ed economica.
Il romanzo moderno faceva ascoltare le voci della classe borghese, che proprio in quel momento si stava formando in Italia con le lotte risorgimentali. Nasce il Romanticismo lombardo, che difende il romanzo e rifiuta le regole e la mitologia, rendendo la letteratura popolare.
I romantici sono moderati e preferiscono evitare la rottura con la tradizione perché riconoscono che il romanzo sia in quel momento un genere inferiore, ma credono che uno scrittore di valore possa “impadronirsene e nobilitarlo”, così dice Pellico nel suo Conciliatore. Ma l’intellettuale più acuto e lungimirante è sicuramente Manzoni, che scrive sin da subito Fermo e Lucia utilizzando il genere del romanzo. Manzoni è convinto che il romanzo abbia la stessa dignità degli altri generi letterari e che sia necessario introdurlo in Italia per non restare indietro con la cultura europea e per svecchiare la letteratura nazionale.
Qual è il successo del romanzo storico in Italia?
•• In Italia il romanzo si afferma soprattutto come romanzo storico (1827, con i Promessi sposi di Manzoni e altri romanzi). Il pubblico non era più di soli letterati, ma anche di lettori comuni, assetati da questa novità assoluta: si immedesimavano, vivevano con i personaggi storie straordinarie, si divertivano, si emozionavano e si addoloravano secondo la situazione. I romanzi ottennero un grandissimo successo.
Diverse scuole del romanzo italiano
•• All’interno del genere del romanzo si individuano diverse “scuole”: gli scottiani (seguaci di Scott, come Bazzoni e Varese), i manzoniani (D’Azeglio) e Guerrazzi invece va contro Manzoni, essendo uno scrittore democratico e anticlericale: ammira Byron. I suoi romanzi rivelano il gusto per l’orrido, il macabro, che ricorda un gusto “nero” del Romanticismo straniero.
Il romanzo realistico in Italia
•• Anche se il romanzo storico domina la scena, ci sono degli esempi di romanzo realistico, qui chiamato “sociale” e contemporaneo. In Europa gli esponenti erano Stendhal, Balzac, Austen e Dickens. In Italia non si sviluppa perché mancano gli strumenti concettuali che la cultura italiana non possedeva. Antonio Ranieri, amico di Leopardi, scrive Ginevra, l’orfana della Nunziata, un romanzo forte con intenti di denuncia sociale. Fede e Bellezza di Tommaseo è molto vicino alla cultura francese per essere un romanzo quasi psicologico. La svolta è di Ippolito Nievo, con Le confessioni di un Italiano: è la fine del romanzo storico scottiano e l’inizio del romanzo psicologico (il racconto è in prima persona).
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del romanzo storico in Europa?
- Come si distingue il romanzo storico dal romanzo realistico?
- Qual è il ruolo del Romanticismo nel successo del romanzo storico?
- Come si sviluppa il romanzo in Italia durante il Romanticismo?
- Quali sono le caratteristiche del romanzo realistico italiano?
Il romanzo storico nasce nell'Ottocento, con Walter Scott come suo iniziatore, e si propone di rivivere epoche passate in modo verosimile, includendo non solo eventi storici ma anche aspetti della vita quotidiana delle persone comuni.
Mentre il romanzo storico si concentra su eventi passati e personaggi fittizi per creare un quadro storico, il romanzo realistico, emerso dal 1830, racconta vicende contemporanee con una rappresentazione seria della vita quotidiana, come evidenziato nelle opere di Stendhal e Balzac.
Il successo del romanzo storico è legato all'amore per il passato tipico del Romanticismo, che contrasta con il razionalismo dell'Illuminismo, e riflette un forte sentimento nazionale, come dimostrato in "Ivanhoe" di Scott.
In Italia, il romanzo si afferma come genere letterario nonostante il disprezzo iniziale da parte dei tradizionalisti. Il Romanticismo lombardo sostiene il romanzo, mentre Manzoni lo utilizza per nobilitarlo e portare la cultura italiana al passo con quella europea.
Il romanzo realistico in Italia, pur essendo meno sviluppato rispetto ad altri paesi, si manifesta in opere come "Ginevra" di Ranieri e "Le confessioni di un Italiano" di Nievo, segnando la transizione verso il romanzo psicologico e la denuncia sociale.