La rinascita del romanzo


Le nuove tendenze del romanzo italiano:

Tra i principali sottogeneri di romanzo che troviamo nel periodo compreso tra la fine dell’800 e la fine della Prima Guerra Mondiale, possiamo ricordare:

- il romanzo verista: dopo la stagione di Verga e Capuana, la narrativa verista assunse i caratteri di una letteratura regionalista, impegnata a descrivere l’arretratezza del Meridione italiano ma anche nel ritrarre determinati ambienti sociali;

- il romanzo decadente: dopo il romanzo estetizzante di D’Annunzio, alcune tematiche del decadentismo emersero nei romanzi di Deledda e Fogazzaro;

- il romando della crisi: in parallelo con i recenti sviluppi della narrativa europea, le strutture e i temi della letteratura della crisi (il periodo storico portava in crisi il concetto stesso di realtà come qualcosa di immutabile) furono al centro dei romanzi di Pirandello, Tozzi e nella Coscienza di Zeno di Svevo.

Protagonista principale del rilancio del romanzo fu la rivista Solaria che mostrò un’apertura alla letteratura europea contemporanea. Infatti traduceva importanti narratori stranieri del 900: Kafka, Proust, Joyce. Nell’ambiente di Solaria si formarono alcuni dei più importanti romanzieri dell’epoca quali Gadda, Moravia e Vittorini ma anche un poeta come Montale.

Il nuovo realismo


alla fine degli anni 20 cominciò a manifestarsi nella narrativa italiana una tendenza lontana sia dai canoni veristi, sia dalla produzione dei novecentisti. Opere esemplari di questo nuovo realismo, che si ispirava alle opere di scrittori americani come Faulkner, furono Gli Indifferenti di Moravia e Gente in Aspromonte di Alvaro; che mettevano a nudo le contraddizioni di un’Italia divisa tra ricchezza e arretratezza, tra lotta per il potere e lotta per la sopravvivenza. Fu proprio da questa nuova attenzione alle realtà sociali che nacque il NEOREALISMO.
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