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Decadentismo

Il decadentismo è un movimento letterario dove domina l’incertezza e si diffonde tra gli ultimi anni del 1800 e l’inizio del 1900. È importante perché teorizza due nuove figure, ovvero porta all'elaborazione di due nuovi “eroi” : l’esteta e il superuomo; oltre a queste due nuove figure determina il cambiamento dell’aspetto delle città, le fabbriche nascono vicino i mercati e le città crescono. Il mondo moderno è brutto e impoetico, è dozzinale, diventa molto massificato, quindi tutti sono uguali nel modo di essere, di vestire.
L’esteta è colui che afferma che il mondo d’oggi non ha il senso della bellezza, perché secondo lui tutti la pensano allo stesso modo, tutti fanno le stesse cose, dunque per l’esteta la massa è supponente, non ha il senso del bello, del gusto. Invece l’esteta è l’amante del bello, un bello per pochi iniziati, un bello raffinato che sanno apprezzare solamente le persone più colte, più raffinate.

Il primo esteta è descritto nelle opere di Joris-Karl Huysman con “A rebour” (controcorrente) dove parla di Des Essent, un ragazzo che fugge dalla volgarità della società contemporanea massificata e massificante e che crea un mondo di artefatta bellezza, ma il massimo lo raggiunge quando riesce ad ottenere il guscio di tartaruga che lo fa decorare e dorare e lo colloca nella propria abitazione, proprio per sottolineare il gusto scadente della società. Un altro esteta è Andrea Sperelli, protagonista dell'opera di D'Annunzio, "Il piacere". Nel decadentismo è presente la figura della donna vampiro.
L’altro eroe è il superuomo, che nasce dalla lettura del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, l’influenza di quest’ultimo è fondamentale per l’opera “Al di la del bene e del male”, in cui si tiene un discorso filosofico elevato, perché ammette l’esistenza di uomini dotati di spirito dionisiaco che devono essere liberi; per i superuomini non possono esistere le categorie morali del bene e del male, le leggi di natura morale interessano la gente normale, mentre i superuomini invece devono essere liberi di vivere la propria vita. Il superuomo viene conosciuto in Italia attraverso le parole di D’Annunzio che, prendendo questa figura, la impoverisce e la fa diventare un nuovo eroe morale che si gode la vita e D’Annunzio si propone come superuomo.

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