La stagione delle avanguardie

••• Il rifiuto della tradizione
•• Le “avanguardie storiche” sono alcune tendenze letterarie e artistiche del primo Novecento. Tutte rifiutano la tradizione. Tutte contestano il sistema della comunicazione culturale e il mercato culturale sul quale poggia. Ricostruire vuol dire rifondare, ma per rifondare bisogna distruggere.

••• Il Futurismo
•• È la prima avanguardia storica nata a Parigi nel 1909 con il Manifesto del Futurismo di Marinetti (1876 - 1944). Si vogliono distruggere la cultura del passato e le istituzioni per fondare una nuova società basata sul culto della velocità della macchina, dell’azione energica e violenta, dell’individualismo antidemocratico. Per questo i futuristi aderiscono al fascismo. Sul piano dello stile letterario, si rompe la struttura sintattica della frase e tutta l’arte assume un ruolo di inutilità. Palazzeschi (1885 - 1974) è tra i maggiori scrittori che aderiscono al Futurismo, che vede la poesia solo come libera forma di divertimento senza alcun messaggio serio da comunicare. La guerra è celebrata come la “sola ignee del mondo”. L’uomo è ridotto a un essere meccanico e dinamico.

••• L’avanguardia francese
•• Apollinaire realizza poesie figurate, i Calligrammes, e sviluppa il principio della libertà compositiva fino alla disordinata accumulazione di materiali tratti da fonti diverse. È il precursore sia del Dadaismo (teorizzato da Tristan Tzara che vede l’arte come espressione di libertà) sia del Surrealismo (fondato da André Breton e da Paul Eluard è un dadaismo fuso alla psicoanalisi freudiana e si basa sulla “scrittura automatica”).

••• Gli sviluppi dell’avanguardia
•• Hanno sperimentato l’avanguardia in modi differenti Ezra Pound (1885 - 1972) e T. S. Eliot (1888 - 1965), che alludono entrambi a un passato idealizzato e perduto, contrapposto al degrado della modernità.

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