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Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, è nato a Trieste nel 1861, da madre ebraica e padre tedesco. Cultura Mitteleuropea. Studiò in Baviera e nel 1879 si iscrisse all'Istituto superiore di commercio di Trieste, ma l'anno seguente a causa di una crisi economica familiare, iniziò a lavorare in banca. Durante questo periodo iniziò inoltre a cimentarsi nella scrittura, producendo articoli, abbozzi di racconti e pagine autobiografiche. Nel 1892 provò a pubblicare il suo primo romanzo, "Una vita” e sei anni dopo un secondo libro “Senilità”, che però non ebbero assolutamente successo, nei quali, al contrario del suo ultimo libro, La Coscienza di Zeno, i personaggi inetti rimangono inetti.
Dopo essersi sposato e avuto un figlio, nel 1899 divenne socio del suocero, che gestiva una ditta di vernici per sottomarini.
Intorno al 1906, alla Berlitz School di Trieste, conobbe Joyce e solo nel 1923 pubblicò un'altra opera, il romanzo “La Coscienza di Zeno” che venne apprezzato dal famoso scrittore irlandese e da un importante critico dell’epoca, Larbaud. Venne poi a contatto con il famoso studioso Freud con il quale intrattenne una corrispondenza per chiedere di curare il proprio cognato, che si era ammalato mentalmente: non si sa cosa gli rispose, ma rimase deluso.

Nel 1928 Svevo morì a causa di un incidente automobilistico.

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