Indice

  1. Pubblicazione e vicenda
  2. Struttura psicologica del protagonista
  3. Inetto e superuomo
  4. L’impostazione narrativa
  5. Figura della donna

Pubblicazione e vicenda

Senilità è il secondo romanzo pubblicato da Svevo, sempre a sue spese, che esce nel 1898. Nuovamente non riscuote successo.

Il protagonista, Emilio Brentani, ha 35 anni ed è un impiegato che coltiva illusioni letterarie (elemento autobiografico), avendo scritto un romanzo in gioventù. Egli conduce un’esistenza vuota e mediocre: le uniche relazioni importanti che intrattiene sono con la sorella Amalia, che vive con lui e lo accudisce, e l'amico Stefano Balli, uno scultore pieno di vitalismo e dalla forte personalità (in cui Svevo riflette il suo amico pittore Umberto Vauda).

Il titolo fa riferimento alla condizione di Emilio, che pur avendo solo 35 anni, conduce una vita senile, fatta di rinunce e privazioni, perché è incapace di rapportarsi con il mondo esterno e ha paura di affrontare la vita.

L'insoddisfazione lo spinge a cercare un'avventura con Angelina, di cui poi si innamora perdutamente, idealizzandola e trasformandola in una creatura angelica. Tuttavia, la donna era conosciuta dalla gente come "Giolona", una ragazza rozza e di facili costumi. In seguito però scopre che Angiolina lo ha tradito ripetutamente. Inoltre, l’amico Balli si interessa ad Angiolina, prendendola come modella per una statua; e la ragazza si innamora di lui. Successivamente, anche la sorella zitella Amalia si innamora di Stefano Balli, ma quando Emilio, dopo averlo intuito lo caccerà di casa, Amalia si lascerà morire. La morte della sorella e la scoperta dei tradimenti di Angelina spingono Emilio a chiudersi nuovamente nella sua “senilità”.

Il primo titolo pensato da Svevo era Il carnevale di Emilio. Esso alludeva al breve momento di felicità e “gioventù” vissuto da Emilio con Angiolina, simili alla gioia del carnevale, per poi ritornare alla sua vita squallida e vuota di sempre.


Struttura psicologica del protagonista

Si delinea così il profilo di un altro inetto, nel quale si riconosce la fisionomia dell'intellettuale piccolo borghese di fine 800, incline a nascondere le sue debolezze e i suoi dubbi, alterando e trasfigurando la realtà attraverso schemi e stereotipi che provengono dalla letteratura. Angelina, per esempio, viene descritta attraverso il punto di vista di Emilio come una creatura angelica, secondo le forme proprie di una tradizione letteraria che prende le mosse dallo stilnovismo per arrivare alla cultura romantica, oppure come una donna fatale, ricalcando un celebre cliché di ascendenza dannunziana e decadente.

Svevo non affronta direttamente i problemi riguardanti il quadro sociale e si concentra sulla dimensione psicologica dei personaggi, soprattutto del protagonista (che Svevo definisce “fratello carnale“ di Alfonso Nitti).

Dal punto di vista Emilio sociale è un piccolo borghese, un impiegato, che ha subito un processo di declassamento. Al tempo stesso è un intellettuale, con ambizioni letterarie, che interpreta la realtà attraverso schemi letterari (Angelina). Dal punto di vista psicologico è un debole, un inetto, che ha paura di affrontare la realtà e perciò conduce un’esistenza cauta che gli garantisce calma e sicurezza, ma al tempo stesso implica la rinuncia a ogni forma di piacere.

Tuttavia, il desiderio del godimento e di piaceri della vita sopravvive in lui, concretizzandosi in Angiolina, idealizzata in una creatura angelica. Con lei Emilio viene per la prima volta a contatto con il mondo esterno, scoprendo però la sua inettitudine ad affrontare la realtà.


Inetto e superuomo

Emilio si presenta come un uomo opposto al modello proposto dalla società borghese di fine Ottocento, forte, sicuro, attivo. Egli, piuttosto, incarna l’impotenza sociale del piccolo borghese dinanzi ai modelli imposti dalla società di massa, declassato e costretto a svolgere un mestiere frustrante e inconciliabile con le sue ambizioni. Ciò si traduce in impotenza psicologica ad affrontare la realtà esterna al nido domestico.

Il personaggio complementare a Emilio è Stefano Balli, che, con il suo atteggiamento di piccolo superuomo, maschera la sua debolezza con una stentata forza vitale e dominatrice.


L’impostazione narrativa

Il romanzo è focalizzato quasi totalmente sul protagonista: i fatti sono filtrati attraverso la sua coscienza e presentati come li vede lui. Tuttavia, poiché Emilio è portatore di una falsa coscienza e si costruisce continuamente maschere, alibi e autoinganni, il suo punto di vista è inattendibile.


Figura della donna

Svevo presenta con ironia presenta il personaggio di Angelina, che per Emilio è una donna angelo e idealizzata, simbolo della salvezza, ma che per tutti gli altri è Giolona, una donna volgare e ignorante. Angiolina è anche simbolo del socialismo e dell’avvenire. Nel capitolo 14, che chiude il romanzo, la donna guarda il sole nascente (emblema del socialismo), in attesa dell’avvenire.

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