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Italo Svevo - Senilità: caratteristiche e contenuti


Il titolo dell’opera ha un significato metaforico ed antifrastico: esso indica l’incapacità di agire caratteristica degli anziani, però è riferito al protagonista che ha solamente trent’anni. Montale ha definito quest’opera “un quadrilatero perfetto”.

I protagonisti del romanzo sono due giovani coppie di innamorati. Emilio ha trent’anni ed è un moderato impiegato di una compagnia di assicurazioni che conduce un’esistenza grigia, monotona, quasi crepuscolare. Un giorno egli conosce Angiolina (nome che richiama in senso antifrastico l’angelica donna dantesca) di cui si innamora, e ciò lo porta a trascurare la sorella Amalia e l’amico Stefano balli. Quando Emilio, individuo monotono e chiuso, conosce Angiolina sembra uscire dalla solitudine e comincia a condurre un’esistenza diversa. Invano l’amico Stefano Balli, artista di poco successo, cerca di distoglierlo da questo assurdo amore. Amalia, simile al fratello, per niente bella e psicologicamente sensibile, si innamora di Stefano Balli, il quale però non le presta attenzione e ciò la induce a togliersi la vita tramite l’uso della Fata verde. La morte della sorella apre gli occhi ad Emilio, il quale comprende quanto fosse spregiudicato l’amore nei confronti di Angiolina. Nel frattempo Stefano Balli riesce a sottrarre la donna ad Emilio ed egli, costretto a rinunciare a lei, ripiomba nella sua “senilità” (non anagrafica bensì personale ed esistenziale). Il romanzo presenta un solido impianto della trama, basato sulla contrapposizione di due coppie opposte tra di loro: Emilio e Amalia, gli inetti, chiusi nella loro senilità e psicologicamente crepuscolari, ed Angiolina e Stefano, forti e risoluti. Sulla base di questa distinzione è possibile delineare due diverse tipologie di personaggi: i lottatori, identificati in Stefano e Angiolina, coloro che riescono a sopravvivere, ad andare avanti e a costruire la propria vita approfittando dell’indecisione degli altri, e i contemplatori, Emilio e Amalia, che si lasciano travolgere passivamente dalla vita senza riuscire a prendere una posizione risoluta. Dunque, all’inettitudine che immobilizza la le decisioni della vita si contrappone la vivacità di chi segue le proprie passioni. Quest’inettitudine, però, non è assoluta e ineluttabile come quella che caratterizza Alfonso Nitti, e non preclude del tutto la capacità di vivere: A differenza di Alfonso Nitti, Emilio non si toglie la vita ma si limita a rinunciare all’amore per Angiolina, sentimento scaturito dall’esigenza di imprimere una svolta decisiva alla propria esistenza, infrangendo il guscio dell’inettitudine e dell’abulia. Si tratta di un amore malato e insano poiché Emilio vorrebbe modificare il carattere indomito della donna ma egli non possiede il coraggio necessario per andare fino in fondo. All’inizio Emilio vorrebbe costruire con Angiolina una relazione instabile e senza impegno, tuttavia egli, serio e responsabile, non riesce a perseguire questo intento e rinuncia all’amore poiché è incapace di prendere una decisione definitiva.

Il romanzo risente dell’influenza della letteratura italiana precedente: per questo motivo si parla di letteraturizzazione del protagonista del romanzo. Tutto viene trasfigurato dalla fantasia di Emilio, il quale vive in una dimensione di sogno. Ad esempio egli dice che, nel momento in cui bacia Angiolina sotto la luna, ha l’impressione di baciare la stessa luce della luna; ciò costituisce un richiamo alla letteratura romantica. Tutta la vicenda si svolge inoltre sullo sfondo di una Trieste vista in controluce, caratterizzata dai viali inondati dal bagliore dei fanali e dalle frequenti bore. Anche questi aspetti sono trasfigurati dalla fantasia del protagonista.
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