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Italo Svevo,pseudonimo letterario,nacque nel 1861 a Trieste,città di confine nella quale convergono la civiltà italiana,tedesca e slava;qui iniziò a comporre 13 testi drammatici e articoli teatrali firmati con lo pseudonimo Samigli;politicamente era vicino alle posizioni irredentistiche e manifestava interesse anche per il socialismo.In seguito ad un fallimento del padre,Svevo apprese l'esperienza della declassazione passando dall'agio borghese alla condizione di ristrettezza e il suo matrimonio con Livia Veneziani determinò per l'inetto un terreno solido su cui poggiarsi entrando inoltre nell'alta borghesia.L'incontro con Joyce e la psicoanalisi di Freud,che apprezzava solo come strumento conoscitivo e non come terapia,lo incoraggiarono a proseguire la sua carriera letteraria pubblicando nel 1892 il romanzo'Una Vita'con lo pseudonimo di Italo Svevo,nel 1898'Senilità'e nel 1923'La Coscienza di Zeno'che inizialmente ebbe successo solo in Francia.
Il filosofo che ebbe per il suo pessimismo un peso determinante nella sua formazione fu Schopenhauer,per il quale l'unica via di salvezza dal dolore è la contemplazione e l'uomo non è libero di scegliere;egli rimase impressionato anche da Nietzsche dal quale trasse l'idea del soggetto come pluralità di strati in divenire e Darwin per la cui influenza presentò il comportamento dei suoi eroi come prodotto di leggi naturali non dipendenti dalla volontà.Svevo nei suoi romanzi mira a smascherare gli autoinganni dei suoi personaggi con atteggiamento critico aiutato anche dal pensiero Marxista dal quale trasse la percezione dei conflitti di classe e la consapevolezza del fatto che tutti i fenomeni sono condizionati dalla realtà delle classi;del marxismo egli non condivise però le proposte politiche come la dittatura del proletariato.Sul piano letterario seguiva Balzac e Flaubert dal quale trasse il modo di rappresentare la miseria della coscienza e l'Inettitudine,incapacità di vivere pienamente la vita e gli alibi costruiti contro i sensi di colpa;un tratto fondamentale dei personaggi è il Bovarismo poichè prima sono sognatori,poi filtrano la loro esperienza attraverso stereotipi ricavati dai libri sino a restarne vittime;il modello Zoliano si scorge invece nella ricostruzione minuziosa degli ambienti mentre l'addentrarsi nella psiche deriva da scrittori come Dostoievskij.

Una vita


Svevo scrisse nel 1892 il suo primo libro,Una Vita,al centro del quale vi è il giovane Alfonso Nitti il quale abbandona il paese per andare a lavorare in una banca triestina che trovava mortificante tanto da vagheggiare la gloria letteraria;egli trova l'occasione di riscatto con l'invito a casa del padrone della banca dove conosce la figlia Annetta che non ama ma con il matrimonio vede la possibilità di trasformare la propria vita,preso però dalla paura fugge da Trieste fingendo che la madre si sia ammalata ma in realtà scopre essere vero.In seguito torna a Trieste per ricostruire il quadro sociale,tipico zoliano,e scopre che Annetta si è fidanzata con Macario e prova gelosia;nella banca incontra il padrone verso il quale pronuncia delle mal interpretate minacce e invita Annetta a chiarire la situazione ma all'appuntamento si presenta il fratello che lo sfida a duello e termina con il suicidio di Alfonso come via di scampo.Egli è l'inetto,un piccolo borghese declassato da una condizione più elevata e si sente diverso e inferiore rispetto agli altri;per questo motivo Alfonso si crea una maschera,un'immagine di se consolatoria,che si ripresenterà anche nei successivi romanzi.Il racconto è narrato in terza persona ed è più vicino all'impersonalità di Flaubert,tutto passa attraverso la soggettività di Alfonso tramite la quale il lettore vede le cose nella sua interiorità;non assistiamo solo all'esplorazione della coscienza ma della pluralità dei piani di una psiche.Lo scrittore interviene,anche se raramente,a giudicare un'azione,correggere un'affermazione o smascherare autoinganni del protagonista il quale mente a se stesso e si costruisce una maschera illusoria.

Senilità


Il secondo romanzo di Svevo,Senilità,esce nel 1898 ma non ebbe successo;il protagonista è Emilio Brentani che lavora presso una società di assicurazioni triestina,egli vive con la sorella Amalia che lo accudisce e ha un amico,Stefano,che vede come una figura paterna.La sua vuota esistenza spinge Emilio a cercare godimento nell'avventura con una ragazza,Angiolina,inizialmente per divertimento ma alla fine si innamora di lei ed è geloso perchè lei ha numerosi amanti;in seguito ad una fallimentare separazione lui ritenta la relazione ma,nel momento in cui l'amico Stefano la prende come modella per una statua,lei si innamora di lui così come la sorella Amalia e per questo Emilio allontana Stefano da casa sua.Egli incontra Angiolina per l'abbandono definitivo ma,scoperto un nuovo tradimento,la insulta violentemente;intanto Amalia muore addolorata e lui si rinchiude nel guscio della sua senilità.Emilio nei suoi sogni fonde,data la sua paura della donna carnale che succhia le energie vitali dell'uomo,le due figure femminili in un'unica figura ideale,simbolo della sua utopia socialista.A differenza del romanzo'Una Vita'non sono affrontati direttamente i problemi di natura sociale e la descrizione degli ambienti ha poco rilievo rispetto alla dimensione psicologica;entrambi i personaggi sono declassati,intellettuali intrisi di letteratura e deboli psicologicamente per la paura di affrontare la realtà.Emilio rappresenta il chiudersi vittimistico nella sconfitta e impotenza,Stefano con la sua fisionomia da superuomo rappresenta il tentativo di mascherare la debolezza con l'ostentazione della forza dominatrice;Svevo attraverso l'ossessione amorosa descritta riesce a ritrarre la struttura psicologica dell'intellettuale borghese in un periodo di crisi.

La coscienza di Zeno


Il terzo romanzo di Svevo,La Coscienza di Zeno,appare molto tardi ossia nel 1923 e si può notare nella struttura molto diversa dai romanzi precedenti ma anche dalle trasformazioni radicali subite dalla società europea date dalla Prima Guerra Mondiale.Il romanzo si imposta come una confessione autobiografica di Zeno Cosini su invito del dottore per agevolare la sua cura alla nevrosi;in seguito si imposta poi come un diario in cui egli spiega il motivo del suo abbandono della terapia e si dichiara sicuro della propria guarigione grazie all'abbandono del fumo.Il racconto non presenta gli eventi in ordine cronologico ma in un tempo soggettivo poichè Zeno si sforza di ricordare la sua infanzia infatti il passato riaffiora nel presente e lo ricostruisce intorno ad alcuni temi fondamentali a ciascuno dei quali è dedicato un capitolo:il suo vizio del fumo,la morte del padre,la storia del proprio matrimonio,il rapporto con la moglie e l'amante,la storia dell'associazione commerciale con il cognato Guido e alla fine il capitolo sulla psico-analisi in cui egli si sfoga e racconta la propria presunta guarigione.Il protagonista è l'inetto cresciuto senza la stima del padre che continua a deludere,conflitto che provoca in lui reazioni aggressive e il suo vizio del fumo cosa che provoca in lui sensi di colpa così come lo schiaffo ricevuto dal padre sul letto di morte,resta il dubbio se il gesto sia il prodotto dell'agonia o scarturisca da un'intenzione punitiva e per questo Zeno cerca di dimostrare a se stesso di essere privo di ogni colpa nei confronti del padre e della sua morte che in realtà nel suo inconscio desiderava.Egli,perduto il padre,trova una figura paterna nel borghese Malfenti e finisce con l'innamorarsi della bellissima Ada,una delle sue figlie che però lo rifiuta,dunque sposa la brutta Augusta poichè trova in lei la protezione di una madre capace di garantirgli serenità.Alla figura della moglie egli affianca quella dell'amante Carla che finge di proteggere in modo paterno ma questo rapporto è reso difficile dai sensi di colpa di Zeno nei confronti della moglie fino a che Carla non lo abbandona per un altro;egli,per entrare nella normalità borghese,oltre che diventare un buon padre di famiglia diventa uomo d'affari fondando un'associazione commerciale con il marito di Ada,Guido,inizialmente un suo rivale.La sua amicizia maschera infatti un odio profondo che si tradisce al suo funerale,morto suicida,al quale egli non si presenta con la scusa di aver sbagliato corteo funebre;una volta anziano intraprende la sua cura psicoanalitica ma si ritiene ben presto guarito e per questo termina il romanzo con una sua riflessione sull'uomo costruttore di ordigni che finiranno per portare ad una catastrofe.

Il vecchione


Il quarto romanzo di Svevo,Il Vecchione,è da lui definito come una continuazione di Zeno infatti è ancora lui a narrare e presenta una serie di ritratti dei nuovi membri della sua famiglia come il figlio Alfio,il nipote Carlo e la figlia Antonia;nonostante egli dimostri profondo affetto per loro in realtà nasconde odi e rancori così come per il padre dunque resta sempre una falsa coscienza al quale avvolge un alone di umorismo delineando meschinità,cattiverie e manie della loro psiche.

I suoi romanzi sono accomunati dalla figura dell'inetto,dall'inettitudine quindi perchè non riescono a vivere pienamente la vita,hanno mal di vivere e cercano conforto e sostegno negli altri,più che vivere l'inetto si osserva vivere perchè è vittima di se stesso;sono inoltre accomunati dalla declassazione.Zeno è inetto di fronte alla vita, ma al contrario degli altri ne è consapevole, sa di essere malato e che tutti i suoi inganni servono più a ingannare la sua coscienza che il mondo esterno.
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