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Italo Svevo

1861-1928 Nasce nella Trieste irredenta,immerso nella cultura mitteleuropea che gli consente di sviluppare una sensibilità più profonda.Lo pseudonimo scelto contiene due identità:quella italiana e quella germanica;ma è indice di una lacerazione,di un dualismo.Formazione letteraria e filosofica;scuole tecniche,studi commerciali,è un poliglotta.Assenza di studi classici,recuerati da autodidatta;Non è un intellettuale puro,la cui attività dominante è la letteratura,ma è un dilettante;non può sentirsi un poeta in quanto non sarà considerato tale per tutta la vita:è impiegato,industriale,marito e padre.La scrittura è per lui una vergogna,una velleità,cosa ridicola e dannosa.Il proposito di abbandonare la scrittura non fu osservato con rigore,ma riaffiora sempre,in realtà scrive moltissimo.1892:Una vita;1898:Senilità;1922:La coscienza di Zeno. La letteratura:per Svevo bisogna letteraturizzare la vita,in quanto solamente ciò che si è scritto è stato vissuto veramente.L’attività poetica è descritta mediante la metafora del faro e della formica:la luce del faro è la luce interiore che consente al poeta di vedere,di memorizzare il tragitto da compiere→ si allude al dono della introspezione e della chiaroveggenza.La poesia è vergogna,ma al tempo stesso ancora di salvezza. La cultura di Svevo:Legge in lingua originale i filosofi più importanti del tempo:Marx,Nietzsche,Schopenhauer,Darwin,interpretandoli in una luce distruttiva e critica.In particolar modo riprende da Schopenhauer l’ida del Wille,al quale l’uomo deve adattarsi.Colui che non segue la volontà di vivere è un disadattato,ma non aderendo a questa forza appare come un debole,un malsano.Ma l’esser deboli può anche dare dei privilegi,ossia vedere con maggior chiarezza se stessi e l’assurdità attivistica degli altri uomini,felici e realizzati.L’inetto è dunque un incapace,che possiede tutavia una lucidità.L’inetto è colui che non si definisce in funzione della società,ma ha il dono del non essere e potenzialmente può avere più successo dell’uomo sano.L’uomo malato,l’inetto vuole rivendicare a sé la malattia,che vede come una fonte di ricchezza,che apre la strada a un’autentica conoscenza di sì.Consente all’uomo di essere sempre in divenire,non di essere fissato in rigide forme come accade nei sani. Attinge dalla psicoanalisi l’interesse per le pieghe più recondite della psicologia umana,ma rifiuta il freudismo come metodo di cura ,in quanto priva l’uomo di quella ricchezza che è la malattia.

Una vita: Avrebbe voluto intitolarlo Un inetto,ma sconsigliato dall’editore,decise per Una Vita. Il romanzo si rivelò un insuccesso,sia dalla parte della critica che del pubblico.E’ la storia di un giovane,Alfonso Nitti,che svolge un lavoro mortificante(impiegato presso la banca Maller).Il giovane ha velleità letterarie,il suo sogno di evasione è quello di diventare uno scrittore.L’occasione per un riscatto è data dalla conoscenza di Annetta,che coltiva sogni letterari proprio come Alfonso.La ragazza si propone ma Alfonso reagisce come un inetto:scappa e si rifugia dalla madre,rinunciando alla possibilità di diventare pater familias.Tornato al paese apprende che Annetta si è fidanzata con l’antagonista Macario,ed è invaso da una dolorosa gelosia;Dopo esser stato trasferito ad un compito di minore importanza,si lascia sfuggire frasi che vengono interpretate come ricatti,offendendo il buon nome della famiglia.A questo punto interviene il fratello di Annetta,che intende battere Alfonso a duello;l’inetto,incapace alla vita decide di suicidarsi.E’ la storia di una rinuncia,di un fallimento,dell’impotenza sociale di un giovane che non riesce più a coincidere con un’immagine virile piena,quale quella imposta dalla società borghese ottecentesca.Procedimenti narrativi:C’è un narratore che sembra svelare le menzogne e le costruzioni fittizie del protagonista.

Senilità Il protagonista è Emilio Brentani,trentacinquenne che conduce la sua esistenza con prudenza,rinunciando ai piaceri,appoggiandosi alla sorella Amalia,che lo accudisce come l’angelo del focolare.Entra in gioco anche un personaggio dalla personalità forte,Stefano Balli,pittore dongiovanni che rappresenta per Emilio una sorta di figura paterna.Emilio conosce una ragazza,Angiolina,che idealizza e che intende educare.Il rapporto fra i due è devastante:lei è una donna immorale,rozza e volgare,e lui è disgustato dalla sua vera natura di cinica traditrice. Amlia si innamora di Stefano Balli ed Emilio allontana l’amico da casa sua,distruggendo la vita della sorella che si suicida con l’etere.Dopo la morte di Amalia,Emilio si chiude nel guscio della sua senilità.
-Declassazione del piccolo borghese(un tempo la famiglia Brentani era stata ricca) -E’un debole che mortifica la propria vita
-Si trova in una sorta di sospensione vitale:senilità -Sistema protettivo si concretizza entro il nido domestico,ossia Amalia -Inettitudine è data dalla sua immaturità psicologica:ha paura della donna e del sesso,per questo sostituisce alla donna di carne una figura pura ed angelica. -Determinismo:i comportamenti di emilio scaturiscono dalla sua natura di inetto
Coscienza di Zeno: Svevo abbandona il modulo ottocentesco di matrice naturalistica :non c’è più una voce anonima ed esterna→la coscienza è costituita dal memoriale scritto da Zeno Cosini,su invito del dottor.S. Per vendicarsi del paziente,che si è sottratto alla cura,il dottor S.pubblica il manoscritto.Al memoriale si aggiunge infine una sorta di diario di Zeno,dove dichiara di esser guarito dalla nevrosi e di aver guadagnato il successo grazie a vantaggiosi commerci ottenuti grazie a speculazioni.Impianto autodiegetico. Tempo misto:nnon c’è una linearità,né uno sviluppo cronoligoc.Ciascun capitolo è un continuo andirivieni della coscienza,da passato a presente e vicerversa.Il tempo è tutto soggettivo,interno al protagonista,si rivivono esperienze col corpo e con la mente. Ogni capitolo rappresenta un preciso caso clinico:il fumo,il padre,la psicoanalisi. Le vicende:il protagonista è un inetto,fratello di Emilio ed Alfonso,ed appartiene alla ricca borghesia commerciale.I rapporti con il padre sono pessimi:pur amandolo,zeno non fa che procurargli amarezze,rivelando impulsi aggressivi.Il vizio del fumo corrisponde all’ostilità provata nei confronti del padre,al desiderio di sottrargli la sua virilità.Infatti Zeno comincia a fumare nel momento in cui ruba un sigaro del padre.Per la madre invece prova un amore quasi devastante,e la sua assenza è lacerante;tant’è che nei suoi ricordi rimuove qualsiasi presenza antagonista,come quella del fratello:vuole avere la madre tutta per sé.In punto di morte,il padre di Zeno dà uno schiaffo al figlio che lo assiste,e Zeno ha un dubbio angoscioso:il gesto è il prodotto dell’incoscienza dell’agonia o scaturisce da un’intenzione punitiva. Zeno allora compie un processo di innocentizzazione,si costruisce mille giustificazione per pacificare la propria coscienza,e dimostrarsi innocente della morte del padre,che in realtà ha sempre desiderato.L’inetto,privato della figura paterna,cerca subito un surrogato di essa:si tratta di Giovanni Malfenti,uomo d’affari,tipico borghese sano.Zeno si innamora della figlia più bella,Ada,e sposa Augusta.In realtà Augusta è la moglia che Zeno ha sempre desiderat:è lei il surrogato della madre,capace di accudirlo con affetto e dolcezza.Augusta è il perfetto campione di sanità borghese,con le sue certezze incrollabili.il Rivale di Zeno è Guido,che ha sposato la bella Ada;verso di lui Zeno nutre profonde ambivalenze.Lo ama e lo odia,in quanto in occasione del suo funerale,zeno sbaglia corteo funebre,uno di quegli atti mancati freudiani→emblematico dei suoi impulsi inconsci.Zeno anziani,si ribella alla diagnosi dello psicoanalista,che individua in lui il complesso edipico.Dopo la guerra diventa un uomo d’affari e si proclama perfettamente guarito.Ma il lettore sa che non è vero,ed è ancora malato.Nelle ultime pagine del suo diario Zeno sottolinea il confine incerto tra malattia e salute, in un momento in cui la vita è inquinata alle radici.Il romanzo termina in chiave apocalittica,con una riflessione sull’uomo costruttore di ordigni,che finiranno per portare ad una catastrofe cosmica. Inattendibilità del narratore:Il protagonista nasconde tante verità e bugie,è un nevrotico malato e dunque di lui non ci si può fidare.La sua è una falsa coscienza,titolo letto in accezione antifrastica.Giudizi del narratore rivelano le illusioni di Zeno.Il lettore deve entrare nella fabule e cercare di capire,distinguere,ragionare su ciò che accade. Zeno e la sua funzione critica:Esercita una critica nei confronti dei cosiddetti sani e normali,che a differenza dell’inetto,essere fluido ed in divenire,che può evolversi continuamente,sono cristallizati in una forma definitiva. L’inettitudine non è vista in maniera impietosamente critica come per i primi due romanzi,ma possiede una fisionomia aperta e problemtica→l’inetto ha un privilegio in quanto essere mobile ed è portatore di una visione straniante,porta alla chiarezza la realtà degli altri Dinnanzi ad una realtà aperta non ci sono più punti di riferimento fissi Morte del padre:Emerge figura dell’inetto,che è tale perché non coincide con una figura paterna.Ritratto del padre cattivo e corrosivo;radice dell’inettitudine di zeno:si vuole contrappore alle solide certezze del padre(si pensi alla rilutanza del padre ad accettare che la terra si muova).Padre malato,indifeso,desiderio che muoia.Zeno afferma la sua innocenza,si costruisce alibi ed autoinganni.Schiaffo del padre:il padre ,pur confuso,avverte che il figlio gli vuole togliere l’aria.Zeno bambino punito che protesta la sua innocenza,si dispera perché la morte del padre gli impedisce di provargliela. Psicoanalisi:proclama la propria guarigione,ma questa grande salute è solo un’illusione.Si smentisce quando nell’ultima pagine del diario proclama che la vita è una malattia. E’ una requisitoria nei confronti della pratica freudiana.

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