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Italo Svevo

Italo Svevo è il nome d’arte di Ettore Schmitz, che nasce a Trieste, città in cui si incontrano tre culture: italiana, sveva e tedesca, due delle quali sono contenute nel suo nome.
Ha una grande formazione culturale di grande respiro europeo:
- Schopenhauer: da cui prende l'idea del carattere inconsistente dell’agire umano. “Il mondo come volontà e rappresentazione” rappresenta il tema dell’irrazionalità che c’è nel mondo.
- Darwin: lotta per la vita, natura selettiva.
- Freud: nel 1919 traduce la sua opera “Il sogno”.
- Einstein: teoria della relatività.

Svevo approfondisce i maestri del sospetto (Darwin, Marx, Einstein, Freud).
Nasce in lui una nuova tipologia letteraria: è la figura dell’inetto, colui che non sa cogliere le opportunità, che risulta uno sconfitto.

Opere

- 1892: “Una vita”, la sconfitta dell’inetto si configura nel suicidio.

- 1898: “Senilità”, la sconfitta è data già dal titolo = l'inetto vive la sua vita all’insegna della solitudine, della vecchiaia.
- 1923: “La coscienza di Zeno”, l’inettitudine consiste nella malattia, nella nevrosi.

Figura dell’inetto a livello europeo:
- Musil: “L’uomo senza qualità”
- Federico Tozzi: “Tre croci”

Svevo è amico di Joyce, che gli dà lezioni di inglese e dal quale prende la nuova tecnica narrativa del monologo interiore, del flusso di coscienza, senza segni di interpunzione.
Il suo romanzo “La coscienza di Zeno” non ha successo all'inizio, ma le prime recensioni positive sono di Joyce e di Montale, il quale scrive una critica al romanzo sulla rivista “L’esame” nel 1925.

Romanzo “Una vita”: l’impianto del romanzo è ancora abbastanza veristico, infatti vi è una descrizione oggettiva di ambienti e personaggi, ma è un realismo con un taglio nuovo, perché le vicende sono viste dal di dentro della coscienza del personaggio principale.
Temi: malattia, vecchiaia, alienazione, nevrosi, morte.

“La coscienza di Zeno”: è la storia di un uomo di successo a cui la vita ha dato tanto. In realtà è malato, intossicato dal fumo, e suggestionabile, è un nevrotico. Va da uno psicanalista, che gli suggerisce di scrivere la sua vita in un diario come terapia. L’opera è la fedele trascrizione di una cura medica (si dice nel preambolo).
Ci sono sei blocchi narrativi, che corrispondono a sei parti della vita del protagonista:

1. Il fumo
2. La morte di mio padre
3. La storia del mio matrimonio
4. La moglie e l’amante
5. Storia di un’associazione commerciale
6. Psicanalisi
La psicanalisi non ha una grande funzione terapeutica e non riesce a guarirlo: tema del fallimento. A guarirlo è stata la sua attività commerciale.

Fattore coscienza: la nevrosi inizialmente è una forma di accidia (“Secretum” di Petrarca), di depressione. A differenza di Alfonso, non arriva al suicidio, a differenza di Brentani, non si abbandona a una consapevolezza passiva: ha una volontà di autoanalisi che è sentita come tormento ed espiazione.

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