Concetti Chiave
- La Scapigliatura è una corrente letteraria milanese del XIX secolo, influenzata da intellettuali bohemien e caratterizzata da uno stile di vita non convenzionale.
- Caratterizzata da una forte ribellione contro le convenzioni letterarie e i costumi borghesi, la Scapigliatura esplora frequentemente il tema della malattia nelle sue opere.
- Gli scapigliati rompono con il Romanticismo e si disilludono rispetto all'ideale di Unità d'Italia, criticando i valori tradizionali e la moralità borghese.
- Il movimento mostra un atteggiamento ambivalente verso la modernità, rifugiandosi nei valori passati pur rappresentando gli aspetti materiali della vita attraverso il Verismo.
- La Scapigliatura è considerata un'avanguardia mancata a causa della mancanza di una visione chiara e di una nuova lingua poetica, limitando la sua profondità di pensiero.
Indice
Origini e influenze della Scapigliatura
La Scapigliatura è una corrente letteraria sviluppatasi principalmente a Milano nella seconda metà dell’Ottocento. Il suo nome deriva dal romanzo di uno dei massimi esponenti del movimento, Cletto Arrighi, La scapigliatura e il 6 febbraio. Il romanzo tratta di un gruppo di intellettuali che vivevano in maniera sregolata, sulla scia dei bohemien francesi, artisti, romanzieri e musicisti poveri e dallo stile di vita non convenzionale. Questo gruppo di intellettuali ribelli influenza fortemente la vita degli scapigliati, che vivono pere scelta all’insegna della sregolatezza. Gli esponenti principali della corrente, oltre ad Arrighi, sono Iginio Tarchetti, Arrigo Boito, Giuseppe Amisani e Carlo Dossi.
Caratteristiche e ribellione
La corrente della Scapigliatura è caratterizzata da una spiccata insofferenza per le convenzioni della letteratura contemporanea e da una profonda ribellione verso i costumi borghesi. Rifiutati dalla società contemporanea, la maggior parte di essi inizia ad analizzare gli aspetti sbagliati del mondo, concentrandosi principalmente sul tema della malattia, che ricorrerà frequentemente nelle loro opere (come in Fosca di Iginio Tarchetti).
Rompe definitivamente con il Romanticismo e conosce la disillusione dell’ideale di Unità d’Italia, con il tradimenti dei principi e dei valori della Nazione e della patria.
Davanti alla modernità e al progresso, inoltre, gli scapigliati hanno un atteggiamento duplice: hanno una straordinaria repulsione e nessuna fiducia per le nuove tecnologie, e questo li spinge a rifugiarsi nei valori del passato, avvicinandoli idealmente al movimento del Decadentismo; allo stesso tempo, però, disillusi e scontenti della diffusa moralità borghese, tendono a rappresentare la realtà e il vero degli aspetti materiali della vita, abbracciando gli ideali del Verismo.
Contraddizioni e mancanze
La Scapigliatura, però, si potrebbe classificare come un’avanguardia mancata: manca, infatti, una visione chiara del loro movimento e una profondità di pensiero. L’assenza di nuovi orizzonti conoscitivi, infatti, porta alla mancata elaborazione di una lingua poetica.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del nome "Scapigliatura" e quali sono i suoi principali esponenti?
- Quali sono le caratteristiche distintive della Scapigliatura?
- Perché la Scapigliatura è considerata un'avanguardia mancata?
Il nome "Scapigliatura" deriva dal romanzo di Cletto Arrighi, "La scapigliatura e il 6 febbraio", che racconta di un gruppo di intellettuali ribelli a Milano. I principali esponenti del movimento includono Iginio Tarchetti, Arrigo Boito, Giuseppe Amisani e Carlo Dossi.
La Scapigliatura si distingue per la sua insofferenza verso le convenzioni letterarie e i costumi borghesi, affrontando temi come la malattia e la disillusione verso l'ideale di Unità d'Italia. Gli scapigliati mostrano un atteggiamento duplice verso la modernità, rifiutando le nuove tecnologie ma anche rappresentando la realtà materiale della vita.
La Scapigliatura è vista come un'avanguardia mancata a causa della mancanza di una visione chiara e di una profondità di pensiero, che ha portato all'assenza di nuovi orizzonti conoscitivi e alla mancata elaborazione di una lingua poetica.