Saba, Quasimodo e Marinetti


Umberto Saba compone una "poesia onesta", ispirata alla quotidianità e alla "chiarezza" , ancorata alle cose semplici e reali, espresse in un linguaggio limpido e concreto. Il realismo di Saba, con la sua attenzione alla concretezza e alla semplicità delle cose, risponde all'esigenza di una comunicazione chiara e sincera e si orienta verso il recupero di un rapporto più stretto con la realtà quotidiana. Per Saba la poesia è, dunque, il frutto dell'emozione spontanea. Anti-dannunziana (poesia disonesta).

Salvatore Quasimodo uno dei maggiori rappresentanti dell'ermetismo, la sua produzione è contrassegnata dalla parola allusiva e dal gusto per analogie, metafore e sinestesie. Con Acqua e Terre, 25 liriche di carattere autobiografico, si esprime un sentimento pessimistico difronte al tempo che passa e i temi sono legati alla sua esperienza personale. Sul piano stilistico si colgono influssi del linguaggio pascoliano e dannunziano, ma risuonano anche echi leopardiani, ed è forte la vicinanza ai simbolisti francesi. Giorno dopo giorno, riflette la svolta della sua produzione poetica, il verso si fa più disteso e lineare, la parola riacquista valore concreto e immediato. I temi di questa nuova poesia sono tratti dalle problematiche storiche e sociali del tempo.

Filippo Tommaso Marinetti si basa sulla ricerca fonosimbolica, cioè sull'uso di parole al cui suono e la cui disposizione sulla pagina dovrebbero trasmettere simultaneamente la realtà sul piano sia visivo sia uditivo. Rinunciando alla tradizionale suddivisione in versi che teorizzava l'abolizione della sintassi e la tecnica delle parole in libertà, l'autore si concentrò sull'aspetto grafico della pagina poetica, allo scopo di rendere con maggiore efficacia e immediatezza la percezione anche fisica della guerra con: Il bombardamento di Adrianopoli.

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