Genius 24331 punti

Le ceneri di Gramsci


Il brano è la sesta e ultima parte del poemetto Le ceneri di Gramsci, composto nel 1954 e raccolto tre anni dopo nel libro con lo stesso titolo di questo componimento. Tutto il poemetto è costruito come un dialogo con le spoglie di Gramsci (le sue «ceneri», appunto), il fondatore del Partito Comunista Italiano lungamente recluso nelle carceri fasciste, autore di importanti opere di carattere politico-culturale (si ricordino almeno i Quaderni del carcere). Nella prospettiva di Pasolini il confronto con Gramsci è un confronto con un'idea alta e impegnata della storia umana, divenuta ai suoi occhi non più possibile negli anni Cinquanta, mentre sta per esplodere il "miracolo economico" e la società italiana è attraversata da corruzione e da rassegnazione, senza più un vero impegno collettivo per il progresso sociale. È questo trionfo del modello consumistico di massa che fa considerare all'autore, nella conclusione, finita la «nostra storia», cioè la storia di chi lotta per l'uguaglianza e la giustizia sociale.

Il modello di Dante: metrica e lingua

La presenza del modello dantesco è evidentissima in questi versi, benché Pasolini reinterpreti in modo assai personale le coordinate del mondo di Dante. Soprattutto rilevante appare la ripresa della terzina incatenata (o dantesca), particolarmente adatta a composizioni di carattere narrativo, descrittivo e argomentativo. La ripresa di Pasolini assume significato, tuttavia, se misurata sulla tendenza contemporanea dei poeti ermetici a ridurre la poesia a forme liriche brevi e totalmente soggettive. Legata alla Commedia di Dante è anche la soluzione del plurilinguismo e del pluristilismo: Pasolini accosta termini provenienti dalle tradizioni più diverse (termini letterari come «adusta» e «minia» ai vv. 28-29 possono stare accanto a una parola tecnica come «alessandrina» al v. 29 e a toponimi come «Testaccio» al v. 36 e molti altri, fino ai «mucchi secchi d'immondizia» al v. 47 e al dialettale «zoccolette» del v. 48) e alterna soluzioni sintattiche ora ampie e raffinate, ora secche e parlate. Tuttavia la ripresa del modello di Dante non impedisce a Pasolini di operare, anche nelle forme, significativi interventi attualizzanti: si veda a livello metrico l'originalità con cui è reinterpretata la terzina dantesca. Dante, maestro dello sperimentalismo letterario, diviene così egli stesso oggetto di una nuova sperimentazione; e ancora una volta risulta chiaro che il riferimento a Dante non implica chiusa imitazione ma rilancio attualizzato e rinnovato di un modello.
Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email