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Pasolini, Pier Paolo-"Le Ceneri di Gramsci"

La raccolta “Le Ceneri di Gramsci” è pubblicata nel 1957. Si tratta di poemetti ispirati ai “Poemetti” pascoliani e in cui Pasolini non riprende soltanto Pascoli ma anche Dante. Infatti, il poeta impiega la terzina dantesca; tuttavia, egli ne fa un uso più libero e sperimentale: i versi non sono tutti rigorosamente endecasillabi, ma tendono alla misura dell’endecasillabo, così come le rime non sono rigorosamente incatenate ma tendono ad esserlo.
Pasolini scrive questi poemetti negli anni ’50, anni in cui Pasolini vive in una Roma che si sta trasformando in senso industriale e capitalistico.
All’interno della raccolta è presente un poemetto intitolato “Le Ceneri di Gramsci”; si tratta del poemetto eponimo, cioè che da il titolo all’intera raccolta. In questo poemetto l’io poetico dialoga con le ceneri di Antonio Gramsci davanti alla sua tomba. Antonio è stato un intellettuale marxista vittima della repressione politica fascista. Infatti, è stato incarcerato ed è morto in carcere. I suoi “Quaderni del Carcere”, diari scritti durante la propria reclusione, sono diventati punti di riferimento per tutti gli intellettuali marxisti. Nel poemetto l’io poetico espone i propri dubbi in quanto intellettuale marxista: da un lato, egli è innamorato del popolo , dall’altro, è pessimista sulle possibilità che, in Italia, il popolo possa riscattarsi.

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