Pascoli e Svevo


Giovanni Pascoli accentra l'attenzione sulle piccole cose, rievocando il "nido" familiare perduto e i cari defunti. Per Pascoli il poeta è colui che sa ascoltare e dare voce al fanciullo che è dentro ciascuno di noi, il quale è attratto dai particolari più minuti e sensibili che, al contrario del' uomo, egli sa cogliere; ed è colui che sa esprimere la meraviglia dei bambini, sa guardare al mondo con lo sguardo stupito e ingenuo. Usa un linguaggio analogico e ricordi significati allusivi.

Italo svevo usa la memoria come strumento per far riaffiorare il passato, ha una visione pessimistica dell'uomo e dei suoi comportamenti, risente l'influsso del Realismo e del Naturalismo e il suo graduale superamento. In Un Vita si risente della lezione darwiniana, della vita come lotta in cui prevale il più forte; in Senilità si concentra, invece, principalmente sullo scavo della psiche. La Coscienza di Zeno è un romanzo psicanalitico, strutturato per nuclei tematici; è la storia di Zeno Cosini, un inetto che si sottopone alla terapia psicanalitica per curare una forma di nevrosi e scrive, su consiglio del dottore le proprie memorie; al termine del percorso introspettivo, volto alla comprensione e alla cura della propria malattia, Zeno scoprirà che è la vita stessa malata; qui l' io narrante è distinto dal' io narrato, infatti,  il narratore guarda al proprio passato con ironia e disincanto e svela le vere motivazioni che hanno guidato  il suo modo di agire, le sue meschinità e le sue ipocrisie come se parlasse di un altro, dove vi è una continua mescolanza di passato e presente annullando così completamente l'ordine cronologico dei fatti.

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