Concetti Chiave
- Alda Merini, poetessa milanese, nasce nel 1931 e inizia a scrivere poesie a 15 anni, attirando l'attenzione dei critici nonostante le difficoltà scolastiche.
- La sua vita è segnata da malattia mentale, che influenza profondamente la sua scrittura, creando un legame tra grandezza poetica e follia.
- Conosciuta per opere come "La terra santa" e "L'altra verità", la sua poesia esplora esperienze personali, la malattia e temi universali.
- Merini riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Librex-Guggenheim, e diventa una figura amata nel panorama culturale italiano, anche grazie a apparizioni televisive.
- Gli aforismi sono una forma privilegiata nella sua produzione, permettendole di esprimere pensieri profondi in modo diretto e coinvolgente per il pubblico.
Questo appunto di Italiano tratta della biografia di Alda Merini, poetessa milanese definita "maledetta", geniale e affetta da problemi psichici che caratterizzarono la vita e le opere.
Biografia di Alda Merini
Seconda di tre figli, Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931. La sua famiglia è modesta, la madre è casalinga e il padre lavora in una compagnia di assicurazioni. Fin da giovanissima si appassionò alla letteratura ma, non potendo iscriversi al liceo classico perché respinta all'esame di italiano, frequentò un istituto professionale, pubblicando però a 15 anni la raccolta di poesia La presenza di Orfeo. Intanto coltiva anche la sua passione per il pianoforte.Nonostante il giudizio negativo dato dalla scuola, Alda attira subito l'attenzione dei critici e conosce personalità notevoli della cultura milanese dell'epoca, introdotta da Silvana Rovelli, cugina di un'altra poetessa, Ada Negri.
In questi ambienti, adolescente, incontra il suo primo grande amore, Giorgio Manganelli, che sarà per lei anche un maestro di stile e di composizione.
Nel '47 viene colpita dai primi attacchi di una malattia mentale che la accompagnerà per tutta la vita, facendo di lei la poetessa pazza, sempre al limite fra grandezza letteraria e follia.
L'ammirazione che Montale nutre per lei lo porta a consigliare di includere alcune delle sue liriche nella raccolta Poetesse del Novecento, pubblicata nel 1950.
Fra le sue frequentazioni c'è anche Quasimodo, a cui dedicherà delle poesie, definendolo un padre, un grande poeta, con il quale fare "discorsi accorati e delusi, confinati nello spazio come astronauti sulla stessa luna".
Nel 1953 si sposa con un panettiere e nel 1955 nasce la prima delle quattro figlie. Alterna momenti di lucidità e di internamento in manicomio, di cui uno molto lungo fra il 1965 e il 1972. Nel 1979, durante un periodo di salute, inizia a scrivere la sua opera maggiore La terra santa, in cui entra prepotente la sua esperienza del manicomio.
Nel 1981 muore il marito e inizia un periodo difficile sia per la sua vita familiare, sia per quella professionale, dato che le sue liriche vengono snobbate dall'editoria italiana. Nel 1983 si risposa con un poeta tarantino, molto più giovane di lei, con il quale aveva tenuto una lunga corrispondenza.
La lucidità a volte l'abbandona e sperimenta altri ricoveri, raccontanti nel testo in prosa L'altra verità. Diario di una diversa.
Nel 1986 torna a Milano, che non abbandonerà più, e ricomincia a comporre: La vita facile, La vita felice, Le parole di Alda Merini, Folle, folle, folle d'amore per te, Nel cerchio di un pensiero, Le briglie d'oro e altre poesie ispirate sempre alla sua vita.
La cultura italiana la ama e insieme la esclude. Il cantante Lucio Dalla, nel 2007 tiene un concerto nella Basilica di Assisi, ispirato ai versi della poetessa e questa occasione rafforza il legame fra Merini e i Francescani, che riconoscono in lei la disponibilità verso il piccolo, la ricerca di senso e l'apertura agli altri.
In questi anni anche il pubblico televisivo la conosce, aumentano le sue apparizioni in video e televisione, con la voce trasformata dal fumo e pacata. Continua però a vivere in povertà, per scelta, accudita dai servizi sociali comunali che le fornivano i pasti.
Muore nel 2009 per un tumore osseo.

Stile poetico
Sono nata il ventuno a primaverama non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò.
Alda Merini ha fatto della scrittura una sorta di terapia psicoanalitica personale. Ogni sua poesia o testo in prosa è evidentemente ricollegato alle sue vicende personali e alla sua malattia mentale. Quindi nella poesia di Alda è possibile leggere le trame oscure di un mondo che è sempre sul punto di rivelarsi, in modo tremendo, un mondo che si affaccia dalla lacerazione dell’anima. Da qui l’immagine di una poesia che sgorga inesauribile, così come era inesauribile il suo parlare, fumare, parlare, scrivere, telefonare, mangiare, bere, fumare.
L’essere nata il 21 marzo, equinozio di primavera, è per la Merini il certificato di nascita della sua natura, come di un’antica divinità, e precisamente Proserpina, dea delle stagioni, sposa di Plutone, signora dell’oltretomba.
Proserpina apre le zolle della terra da cui scatena l’evocazione dell’antico mondo poetico e il suo pianto di lontananza dalla vita è un commiato perpetuo tra il mondo degli inferi e quello dei superi.
La Merini è conosciuta soprattutto per i suoi aforismi. L’aforisma diventa per Alda Merini il concretarsi perfetto del pensiero, ma anche un modo di fare breccia nel cuore dei lettori con la sua dirompente personalità e con la capacità di stupire e spiazzare con delle verità inspiegate e inspiegabili, che risuonano.
Non è un caso che proprio questa forma letteraria sia quella che alla Merini è riuscita più congeniale per conquistarsi ancora più pubblico, per consolidare il suo personaggio e per esprimersi in modo diretto, senza contraddittorio, sul mondo. Ma anche il suo orgoglio femminile nel dirsi una donna erotica, come ogni poetessa. Ma anche il senso della malattia, del peccato, dello stupro che l’amore innesca verso il mondo e verso chi si ama.
Negli anni Novanta riceve molti premi letterari, tra i quali il Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale per la Poesia (1993) e il Premio procida-Elsa Morante (1997). Cede al fascino della tv, apparendo al Maurizio Costanzo Show: «Mi piace perché mi truccano e mi fan dire tante belle cose. Si può chiacchierare. E con tutti ‘sti letterati, ‘sti magistrati e ‘sti professionisti che girano, ogni tanto mi chiedo: ma un cretino con cui parlare non c’è?».
Per ulteriori approfondimenti su Alda Merini vedi anche qua.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della malattia mentale nella vita e nelle opere di Alda Merini?
- Come ha influenzato la sua giovinezza la carriera di Alda Merini?
- Qual è il significato del suo legame con Proserpina nella sua poesia?
- In che modo Alda Merini ha utilizzato gli aforismi nella sua scrittura?
- Qual è stato il rapporto di Alda Merini con il mondo della televisione?
La malattia mentale ha segnato profondamente la vita di Alda Merini, influenzando la sua scrittura e rendendola una figura complessa, oscillante tra grandezza letteraria e follia. La poetessa ha trasformato la sua esperienza in una forma di terapia psicoanalitica, come evidenziato nel testo.
Nonostante le difficoltà scolastiche, Alda Merini ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie a soli 15 anni, attirando l'attenzione dei critici e di personalità culturali milanesi, il che ha segnato l'inizio della sua carriera poetica.
Alda Merini si identifica con Proserpina, dea delle stagioni, vedendo nella sua nascita il simbolo di una natura profonda e complessa. Questo legame rappresenta la sua connessione con il ciclo della vita e la sua esperienza di separazione tra il mondo degli inferi e quello dei superi.
Gli aforismi sono diventati per Alda Merini un modo efficace per esprimere il suo pensiero e conquistare il pubblico, permettendole di comunicare verità profonde e personali in modo diretto e incisivo.
Negli anni Novanta, Alda Merini ha ceduto al fascino della televisione, apparendo in programmi come il Maurizio Costanzo Show, dove ha potuto esprimere la sua personalità e interagire con un pubblico più ampio, nonostante la sua vita fosse segnata da difficoltà e povertà.