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Letteratura Anni’ 20-30

Il processo di unificazione della lingua, iniziato dall’epoca giolittiana, viene rallentato dall’avvento del fascismo per :
Proibizione di immigrazioni interne e spostamenti campagna/citta, che favorivano contatti linguistici e culturali;
Abolizione di partiti e sindacati toglie la possibilità di acculturazione tramite la stampa politica (libri, opuscoli, volantini);
La censura isola l’Italia dalle innovazioni culturali;
La lingua parlata è influenzata dal linguaggio del regime (slogan, frasi fatte, retorica ect.
);
Favoriscono invece l’evoluzione della lingua:
Le nuove tecnologie – radio e cinema – che a differenza della stampa non richiedono alfabetizzazione e quindi insegnando a tutti lessico, sintassi e soprattutto pronuncia non dialettale;
Involontariamente, la proibizione fascista dell’uso di dialetti o parole straniere;
Il romanzo abbandona definitivamente la struttura realistica dell’ 800;
Con l’affermarsi di nuove filosofie, psicoanalisi, teorie scientifiche (relatività) si sposta l’interesse dal punto di vista oggettivo a quello soggettivo, all’interiorità;
Si trattano le tematiche del paradosso dell’assurdo (Kafka, Joyce, Virginia Woolf) e una nuova concezione di spazio/tempo (Marcel Proust) → la struttura del romanzo diventa più complessa, la trama perde importanza e si sviluppa il flusso di pensiero del personaggio.
In Italia gli unici due autori che superano la tendenza verista sono Pirandello e Svevo;
Ha grande sviluppo il Romanzo di consumo (Liala);
Fine anni’ 20 Alberto Moravia pubblica “Gli Indifferenti”, che parla del vuoto di valori della società ed è una delle principali opere del’ 900. Negli anni’ 30 si sviluppano due filoni:
Romanzo sociale, influenzato dal Verismo (Ignazio Silone, Corrado Olvaro)
Romanzo fantastico (Dino Buzzati)
La poesia porta a maturazione le tendenze di inizio secolo con le opere di Umberto Saba, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, diversi tra loro ma con grande influenza sulla lirica del’ 900. Negli anni’ 30 l’Ermetismo si sviluppa da Firenze a tutta Italia. Il termine significa poesia difficile, per iniziati. Usa la parola caricandola di simbolismi e di significati, come mezzo intuitivo per capire il mistero della realtà. L’analogia per accostare oggetti diversi senza legami logici. La poesia è “pura” perché non rappresenta la realtà ma il mistero che le sta dietro, l’assoluto. Principale autore del movimento che si ispira a Ungaretti, è Salvatore Quasimodo.
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