Il futurismo
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale si ebbe una maggiore consapevolezza del fascismo, che si propagandava come movimento antiborghese rivoluzionale. Infatti gli intellettuali stessi consideravano questo movimento politico in maniera positiva (come per esempio lo prendeva Giovanni Gentile, una persona contrapposta al partito fascista, e anche Benedetto Croce, il quale vedeva questo partito come un vero e proprio regime di territoriale): la loro visione di tendenza faceva sì che il fascismo non mantenesse le promesse iniziali e innovative.Mussolini cerca di attirare a sé delle iniziative culturali (come per esempio la Fondazione di Cinecittà, l’enciclopedia Treccani, la scuola e l’esercito) mentre tutti gli oppositori saranno soprusi (come per esempio Antonio Gramsci, in carcere e Gobetti al pestaggio). l’Italia assunse, dopo il dopoguerra, un atteggiamento fascista e dittatoriale in cui gli intellettuali saranno divisi tra coloro che promuoveranno un dissenso nel fascismo mentre altri ripiegano su sé stessi alcuni valori non ideologici: essi pensavano che il fascismo non trasmettesse nulla e proprio per questo bisognava dare cura alla pura poesia perché da lì si riesce a trovare ispirazione.
In questo contesto nasce il Futurismo, nato da Marinetti come movimento di Avanguardia, infatti quest’ultimo è un movimento con manifesto programmato in cui i maggiori ideali e le più importanti caratteristiche sono la macchina, la velocità, il progresso e le scoperte della stessa velocità. Il Futurismo permea di sé tutti i settori della cultura, ed esso vuole accettare novità e progresso, inneggiando alla violenza e rifiutando il passato. Il maggiore esponente del futurismo è Marinetti, il quale egli stesso fu nei fasci di combattimento.
Il primo manifesto futurista di Marinetti è del 1909; i primi gruppi futuristi russi nel 1910. Chiaramente il futurismo come già detto precedentemente esprime una volontà nell’aderire al mondo delle macchine e della tecnica, celebrando il mito della velocità. Ma il Futurismo si divide in futurismo italiano e quello russo: 1. Mentre il futurismo italiano finisce con l’esaltare gli aspetti aggressivi dell’imperialismo economico e politico…
2. Quello russo vede nell’operaio il protagonista principale, ovvero la figura emergente di quel determinato contesto. Un maggiore esponente (oltre a Marinetti) è anche Aldo Palazzeschi, soltanto per un certo periodo.
Stilisticamente parlando siamo in un’epoca in cui il futurismo attua una rottura della sintassi tradizionale non più attraverso le congiunzioni ma rimane soltanto la parola la quale è scorporata e libera nei testi e proprio per questo motivo che si inizia a parlare del paroliberismo.
La parola infatti allude a significati retorici utilizzando delle figure come l’onomatopea e l’analogia. La parola non è legata logicamente alle altre ma è libera nei testi e tutto quello che era di tradizione e faceva parte delle regole veniva chiaramente eliminato.
L’ermetismo
L’ermetismo nasce quasi nello stesso periodo del futurismo, recuperando ed estremizzando la tendenza alla poesia pura. In questo ermetismo affondano le radici una ideologia volta a identificare la vita e la poesia. La vita è concepita come esperienza tutta interiore e spirituale, come tensione a un’immunità universale, storica e atemporale. La letteratura inoltre viene elevata a religione. Il ruolo dell’intellettuale non rappresenta più una professione, un’attività lavorativa, ma una condizione (delle volte anche una devozione), e ciò implica uno stato di ripiegamento sulla vita interiore che esclude qualunque interesse per le cure pratiche e per le varie sollecitudini di un tempo minore. La vita ristretta alla vita dello spirito si realizza in modo privilegiato nella poesia.Inoltre l’ermetismo come abbiamo detto risulta essere una tendenza poetica senza manifesto ovvero libera. Il termine nasce da un critico d’arte il quale, in una nomina su una rivista, parla di questo ermetismo di cui i principali esponenti sono Montale, Ungaretti e Quasimodo, ma in particolar modo libri ermetici ovvero rinvenuti in Egitto che potevano essere un culto misterioso legato ad Ermete con una scrittura ostica e quindi geroglifica. La poesia viene concepita come brevità e allude alla parola un valore allusivo con uso di analogie. Si passa dall’impressionismo all’espressionismo, in cui l’osservazione della realtà è soggettiva riguarda proprio la natura. Inoltre la tendenza ermetica si avvicina all’esistenzialismo per cui esistono delle esigenze esistenziali come per esempio gli spazi che diventano spunti per la per la vitalità per dare un senso all’esistenza attraverso l’utilizzo delle parole e delle analogie per alleviare la tragedia e il dolore che sia delle persone che delle esperienze.
Soluzioni linguistiche e formali
Le soluzioni linguistiche e formali dell’Ermetismo sono:1. la poesia chiusa oscura e rarefatta
2. il potere evocativo della parola assoluta e allusiva
3. l’analogia, l’ellissi, la riduzione del lessico a poche parole chiave
4. la soppressione delle determinazioni e dei nessi grammaticali e sintattici
5. l’uso di plurali indeterminati al posto del singolare
6. la brevità e i temi dell’ermetismo
Sono dunque temi esistenziali e intimistici come per esempio la morte, la vita, l’infanzia e la nostalgia, in particolar modo la poesia risulta essere ormai astratta e contrapponendosi anche a un altro tipo di poesia (ovvero una poesia concreta basata sul primato dell’analogia e di simbolismo): la prima una poesia concreta e narrativa, la seconda il termine anti novecentesimo invece è in contrapposizione alla definizione del novecentesimo. Questo termine è stato impiegato da Pasolini per indicare il filone della poesia del 900 caratterizzata dalla poesia pura e dell’ermetismo. Questo indirizzo a suo avviso prevalente i poeti anti – novecentisti che si rifanno esplicitamente all’adozione di Saba e sono penna Pavese, Caproni, Giudici mentre l’influenza di Montale agisce sulla produzione matura di autori come Luzzi e sereni.