Indice

  1. Cenni bio-bibliografici
  2. Lavori pre-semiotici: Opera aperta e Apocalittici e integrati

Cenni bio-bibliografici

Umberto Eco nasce ad Alessandria nel 1932. Si laurea nel 1954 a Torino, con una tesi sull’estetica di Tommaso d’Aquino, che verrà pubblicata nel 1956 con il titolo Il problema estetico in San Tommaso.

Nel 1962 Eco pubblica Opera aperta, dove già si prefigura quella che poi sarebbe stata chiamata “estetica della ricezione”. In questo libro Eco pone già il problema del rapporto collaborativo tra testo e interprete.

Parallelamente Eco si occupa anche di cultura e di comunicazioni di massa e diversi scritti dedicati a questi temi vengono riuniti nel volume Apocalittici e integrati(1964). In questi saggi l’autore analizza la nuova “civiltà di massa” e propone la via dell’analisi scientifica di quest'ultima e dei suoi mezzi di comunicazione.

La struttura assente, libro pubblicato nel 1968, racchiude le prime ricerche semiotiche di Eco. Nel 1975, con il Trattato di semiotica generale, Eco cerca di delineare il campo e i metodi della semiotica, e lo fa rielaborando e sviluppando i contenuti di tre libri precedenti: La struttura assente, Le forme del contenuto [1971], Il segno [1973]: la prima parte del Trattato è dedicata all’elaborazione di una teoria dei codici, mentre nella seconda parte l’autore propone una teoria della produzione
segnica.

Lavori pre-semiotici: Opera aperta e Apocalittici e integrati

Nonostante Opera aperta sia certamente un libro pre-semiotico, come lo stesso autore ha sottolineato, esso approfondisce alcune questioni che saranno alla base della teoria semiotica di Eco. Opera aperta può essere definito un libro di storia della cultura.

Tale scritto è un modello per indicare una forma comune a diversi fenomeni, per spiegare una tendenza, ed Eco ritrova le caratteristiche dell’apertura:
1. nella nuova musica atonale (es. Stockhausen, Berio, Pousser)
2. nella letteratura (es. Joyce con Ulysses)
3. nella nuova poesia
4. nella pittura informale
5. nel cinema di Antonioni (soprattutto L’avventura e La notte)
6. nella drammaturgia di Brecht
7. nella televisione con la tecnica della ripresa in diretta
8. nel design di Bruno Munari
9. nella nuova architettura con le opere di Frank Lloyd Wright

Nel periodo in cui Eco scrive, l’apertura sembra essere una direzione prevalente dell’arte contemporanea, ma l’autore specifica che se da un lato un’opera può essere aperta, nel senso che può essere interpretata in molti modi, dall’altro è “una forma compiuta e chiusa nella sua perfezione di organismo perfettamente calibrato”.

Accanto all’interesse per le poetiche dell’avanguardia, Eco manifesta un interesse costante per la cultura e le comunicazioni di massa già dagli anni Cinquanta, e una serie di scritti su questi temi vengono raccolti nel noto Apocalittici e integrati, che viene pubblicato nel 1964.

Apocalittici e integrati è una dicotomia che diventerà uno slogan di successo. L’oggetto di analisi è la cosiddetta cultura di massa, intorno alla quale si sono sviluppati due atteggiamenti che l’autore intende criticare.

Apocalittici -> sostengono che i mass media devono livellare i propri prodotti ed evitare soluzioni originali: in questo modo sviluppano una
visione conformista dei consumi, dei valori culturali, dei principi sociali e religiosi, delle tendenze politiche; i mass media incoraggiano una visione passiva e acritica del mondo, e scoraggiano lo sforzo personale verso esperienze originali.

Integrati -> la loro risposta consiste nel constatare che i mezzi di comunicazione mettono i beni culturali a disposizione di tutti e questo consente un allargamento dell’area culturale. Essi sostengono che la massa è ormai la protagonista della storia, e che la sua cultura sia un fatto positivo.

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