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Politica



La parola italiana politica viene dal latino politica(m). Fa riferimento, perciò, sia nell’accezione teorica sia in quella pratica, all’arte di governare lo Stato o di amministrare la cosa pubblica.

Già con Aristotele la riflessione sui modelli politici nasce legata a considerazioni di natura antropologica: l’uomo è per sua natura un animale sociale e quindi politico, al quale è connaturato il vivere in una società composta da una moltitudine di individui.
In epoca medioevale l’attenzione si appunta soprattutto sul rapporto tra etica e politica: quest’ultima deve ispirarsi ai valori cristiani e conformarsi ai principi di giustizia e di uguaglianza per preservarli in terra. Sullo sfondo, la questione secolare dei rapporti tra Impero e Chiesa.
Nel xv secolo Marsilio Ficino avanza una nuova interpretazione dello Stato come istituzione necessaria al mantenimento della pacifica convivenza tra gli individui, ma priva di finalità etiche o religiose; sul finire del secolo si diffondono i grandi modelli utopici di Erasmo prima e di Tommaso Moro poi. In questo quadro, si comprende pienamente la novità del punto di vista di Machiavelli, la cui visione moderna e “scientifica” proietta la riflessione politica in una dimensione interamente laica e strettamente ancorata alla realtà.

Gr.: politiké ----che attiene alla pólis, alla città

Lat.: politica(m)

Machiavelli:
scienza del governo condotta grazie all’osservazione del comportamento umano rivolto all’acquisto e alla conservazione del potere, indipendentemente dall’ordine morale

Italiano odierno:
scienza e arte di governare lo Stato e amministrare la vita pubblica
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