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Vita politica di Machiavelli


Niccolò Machiavelli nasce a Firenze il 3 maggio 1469 da una famiglia coinvolta da sempre nella politica. Cresce in un ambiente colto, che gli mette a disposizione i classici della storiografia latina, a cominciare da Tito Livio, sul quale rifletterà a lungo nel corso del tempo.
Negli anni dell’ascesa del domenicano Girolamo Savonarola (1949-98), Machiavelli si avvicina a quella parte dell’aristocrazia fiorentina che avrebbe poi contribuito alla caduta del governo guidato dal frate.
Anche in virtù di questa sua presa di posizione, nella nuova stagione politica inaugurata proprio dalla morte al rogo di Savonarola, gli sarà conferito un prestigioso incarico politico come segretario della seconda cancelleria fiorentina. Inizia per Machiavelli un periodo di intensa attività politica e diplomatica, che sarà determinante nella sua formazione. È del 1502 l’incontro con Cesare Borgia, duca di Romagna, del quale traccerà un profilo memorabile nel Principe, e la collaborazione con il nuovo gonfaloniere fiorentino Pier Soderini, che si traduce in un alacre impegno per dotare Firenze di un proprio esercito.
Quando nel 1512 i Medici riprendono il potere in città, Machiavelli viene licenziato dalla cancelleria e condannato a un anno di confino, prima di essere arrestato nel 1513 con l’accusa di aver congiurato contro il cardinale Giovanni de’ Medici. Due settimane più tardi, grazie all’amnistia, è confinato nella sua villa fuori Firenze.
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