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Analisi del Principe e delle altre opere di Machiavelli

Il Principe, composto nel 1513, è dedicato a Lorenzo il giovane. Attraverso di esso ribalta la trattatistica politica che lo aveva preceduto dove venivano chiamati specula pricips ovvero dovevano mostrare che immagine doveva avere il principe, il suo ritratto ideale e i comportamenti esemplari che doveva attuare seguendo le virtù. Mentre M. la ribalta completamente qst prospettiva infatti vuole guardare alla realtà effettuale in cui si muove l’ uomo politico, guardare al fatto concreto, sull’ esperienza, è estremamente moderno: partire dall’ esperienza per ricavarne le regole di comportamento in ambito politico. Arriva a consigliare al principe azioni che contraddicono la morale perché non può essere buono altrimenti andrebbe incontro alla rovina e la sua azione doveva essere finalizzata alla creazione e al mantenimento della pace e dell’ ordine(uomini ingrati). Metodo che lascia delle perplessità: non interessa la valutazione morale ma solo l’ efficacia dell’ azione. Forse per il contesto duro storico e politico che si sviluppa qst urgenza e necessità di uscire da qst situazione. Alla fine dell’ opera pone un esortazione affinchè il principe liberi l’ italia dai barbari e la termina con i versi di petrarca dalla canzone “all’ italia”. È strutturato in 26 capitoli : in particolare nel 6-7 e 25 viene esposta il rapporto tra virtù e fortuna mentre negli altri i tipi di principato moderni (milizie mercenarie).

Religione non interessa il piano teorico ma pratico e porta gli uomini a comportarsi meglio e visto come uno strumento di governo(facilmente)
Fortuna è il rapporto tra la virtù dell’ uomo e la fortuna. Per dante era identificata con la provvidenza divina mentre per M. dipende dagli eventi fortuiti, casuali e viene vista attr. una concezione laica(non più nelle mani di dio). su quanto possa la VIRTù sulla fortuna: è una sintesi di intelligenza ed energia cioè con l’ intelletto l’ uomo comprende conosce le leggi dell’ agire politico che si ricavano dall’ esperienza del presente e del passato poi deve saperle applicare alle circostanze in cui vive. Il suo progetto che si è disegnato in mente deve saperlo mettere in pratica quindi la virtù diviene un insieme di doti intellettuali ma anche pratiche(teoria e prassi). Rapporto virtù e fortuna: la fortuna arbitra per metà la vita dell’ uomo il resto si lascia all’ uomo. ritiene che si possa opporre alla fortuna con felice risultato: in primo luogo sfruttando per i suoi fini l’ occasioni che gli viene data in secondo essere in grado di preparare gli argini contro la fortuna per combatterla(come si deve rapportare). Ritiene che l’ ideale sarebbe che l’ uomo si sapesse adattare alle diverse esigenze che dipendono dalle circostanze(riflessivo o impetuoso), afferma che è molto difficile da realizzare perché l’ uomo non è duttile, quando è abituato a raggiungere dei risultati con un certo comportamento difficilmente lo cambia. È una visione pessimistica di M. data dal difficile periodo storico di qnd scrive perché invece nel principe nel cap finale(auspicio) esprimeva la sua fiducia nelle capacità umane di liberare l’ italia da qst condizione. Parla della fortuna come un fiume rovinoso che non può essere fermato quando è in piena ma i cui effetti possono essere limitati dalla costruzione preventiva di argini (rinomata fiducia nelle capacita dell’ uomo)
Il confino a Sant'Andrea e Lettera a Francesco Vettori: alla sera lettura,studio, dialogo con gli antichi traendone spunto, scrive il principe; dici di entrare nelle corti ideali degli antichi e si confronta con essi in un dialogo libero, secondo il topos letterario del colloquio con i grandi sapienti del passato, quindi del tutto concreto. (la cultura degli antichi gli nutrono lo spirito e li permettono di dimenticarsi delle sue sventure)Descrive all’ amico la propria giornata tipo quella di un disoccupato che è stato costretto ad abbandonare l’ amatissimo incarico di segretario della repubblica fiorentina(pane quotidiano) che trascorre tra banali e un po’ squallide occupazioni. Il tono è duplice sia amaro che scherzoso. Non vuole compiangersi e preferisce adottare un registro autoironico. L’ ironia lo porta a utilizzare immagini teatrali: similitudini tratte dall’ immaginario della letteratura popolare o della vita quotidiana nella firenze contemporanea. Il tono si alza nella parte centrale che racconta della sera dove svaniscono le inquietudini del giorno e restano solo la passione e la dignità dell’ intelligenza. Infine si augura che piaccia ai medici a conquistargli la loro fiducia. Molto innovativo.
La dedica al principe: lorenzo il giovane, nella speranza di essere richiamato a firenze, centralità della sua conoscenza sia passata che presente, metodo di una scienza politica che unisce il realismo a un solido impianto teorico e di riflessione, critica l’ astrattezza e pone la sua riflessione nella concretezza delle cose. giustifica la sua pretesa di insegnare ai principi l’ arte del governo paragonando la propia attività a quella dei cartografi: suggerisce l’ idea che anche l’ osservazione della realtà sia un sapere esatto a vada tradotta in un disegno in una prospettiva unitaria. Cosi il principe espone la nuova visione del potere tracciata per il futuro
I diversi tipi di pricnipato: emerge la concretezza espressiva, introduce il tema dell’ agire umano chiedendosi in quale misura l’ uomo possa dominare i fattori esterni della realtà(fortuna)grazie a energia e intelligenza(virtù).il rapporto tra l’ uomo e le forze caotiche a lui esterne sopp nel cap 6.7 e 25 mette in gioco la possibiltà di fondere un scienza della politica
I Grandi modelli della storia affronta quei tipi di principati nuovi cioè il principe in condizione di privato cittadino e non per diritto ereditario in cui è piu difficile conservare il potere. Entri con forza il dilemma del rapporto tra virtù e fortuna che domina tutto il principe e ritiene che l’ uso della forza sia la condizione essenziale dell’ agire politico. Emergono: il ruolo svolto dall’ imitazione dei modelli del passato per costruire una scienza pratica della politica capace di guidare concretamente il principe come esempi da proporre al principe poiché seppero dimostrare virtù e sconfiggere l’ imprevedibilità della fortuna( caso moderno savonarola come profeta disarmato).ai pericoli e alle difficolta di un principato occorrono i modelli straordinari a cui ispirarsi perciò è importante per l’ uomo d’a zione cioè per il principe emulare ciò che è grande mettendosi a confronto con le virtù del passato. M. va sempre alla radice dei rapporti umani alla dinamica delle forze che porta sempre a un confronto e a un conflitto. A M. importa l’ ideale di un uomo politico eroico che rifiuta compromessi e accomodamenti, quello di un individuo nemico della mediocrità e del calcolo meschino che aspira alla gloria e alla realizzazione di un grande disegno. Rimanda costantemente alla sfera attiva della tecnica e dell’ azione(prassi e natura umana). Afferma che hanno più possibilità di successo coloro che puntano alla virtù invece che alla fortuna. Viene cosi introdotta la loro polarità che è capitale nel lessico nel suo pensiero. La virtù designa l’ insieme delle risorse umane di cui il principe può disporre, la fortuna definisce quanto appartiene al campo oscuro del caso imprevedibile e incontrollabile. Virtù e fortuna hanno un punto d’ incontro cioè l’ insieme delle condizioni oggettive prodotte dalla fortuna nel quale il principe è chiamato a esercitare la propria virtù per piegare gli eventi esterni alla sua volontà. La disponibilità di armi proprie e la possibilità di esercitare la forza vanno dunque unite alla virtù e potendo far fronte ai fronti esterne possa dipendere da sé stesso. Appare cosi come un profeta armato cioè non si limita all’ autorevolezza che può imporre legata alla propria natura ma anche l’ appoggio concreto delle armi. il politico per M. è un guerriero , un uomo che mette in gioco sé stesso nella lotta al potere.(segni pace-evidente)
-Seguire l’ esempio dei grandi padri darà risultati validi (per sé stesso non per gli altri-partigianamente)
-termine felice- sign ottiene successo
-è difficile far rispettare nuovi ordini e nuove istituzioni, è facile convincere di una cosa ma mantenerlo è la cosa più difficile
-savonarola- profeta disarmato- se avesse avuto le armi non sarebbe morto
-trae le sue conclusioni basandosi sull’ esperienza. Mosè,ciro romolo,savonarola contemporaneo e tiranno di siracusa ierone

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