Ominide 1445 punti

Lettera a Vettori - Machiavelli

La lettera descrive la vita di Machiavelli nella tenuta dell’Albergaccio, dove è stato esiliato. È indirizzata a Francesco Vettori, amico e ambasciatore fiorentino a Roma ed è una risposta alla lettera di Vettori datata 23 novembre, in cui l’amico lo informava delle proprie giornate alla corte di Leone X, divise tra ozio, banchetti e attività pratiche. Machiavelli paragona ironicamente gli impegni dell’amico agli incontri con boscaioli, ai giochi in taverna. Ad un certo punto, però, il racconto ironico lascia spazio alla descrizione in tono elevato e solenne della propria attività serale di intellettuale. La paura e l’amarezza svaniscono nel colloquio serale con gli antichi autori e nella conclusione annuncia anche la stesura del Principe.
L’esordio è ironico e, con la citazione di Petrarca, egli allude al ritardo della risposta alla precedente lettera da parte di Vettori, e sempre in tono sarcastico allude al confronto fra la vita comoda e oziosa dell’amico a Roma e la tristezza della propria dovuta alla solitudine dell’esilio. La descrizione della giornata è divisa tra momento diurno e notturno. Nel primo richiama i modi tipici della letteratura realistico borghese, dominata da un tono colloquiale e da espressioni popolari. Vi descrive le attività indegne svolte all’aperto, imposte dalla sopravvivenza e dalla sorte. Nel racconto delle ore serali invece il tono diventa solenne, compaiono i latinismi ed avviene una vera metamorfosi rispetto al giorno. Si spoglia della veste quotidiana, nelle ore che passa nel suo studio non ha paura della morte e della povertà, la vita è in pieno possesso dello scrittore che si nutre del cibo del sapere, privilegio tutto suo, attraverso il colloquio con gli autori classici, ossia la loro lettura.
La pace interiore è vista come fondamentale per l’esistenza e come unico modo per sconfiggere la mutevolezza della sorte. Inoltre Machiavelli annuncia di aver completato un opuscolo, che descrive prima come ghirbizio, di cui però afferma subito l’utilità e il valore, e si pone il problema di cosa farne, lacerato dal dubbio di presentarlo o no a Giuliano de Medici, infatti ha paura che questi neppure lo legga o che il suo rivela Pietro Ardinghelli lo spacci per opera propria, però è spinto dalla necessità economica e dalla speranza di essere reimpiegato in attività politiche.

Hai bisogno di aiuto in Vita e opere di Machiavelli?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità