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La letteratura come visione del mondo per Machiavelli


Machiavelli è certamente il fondatore della nuova scienza politica,ma può essere più in generale considerato uno dei protagonisti della nascita della nuova scienza. La sua modalità di analisi politica a partire dall’esperienza, quindi dall'osservazione diretta della realtà e dalla «verità effettuale della cosa», anziché da principi generali e non verificati, rappresenta, sul piano del metodo, una modernissima conquista. Essa inaugura a tutti gli effetti la linea di pensiero che condurrà fino a Galilei, sfociando nell'elaborazione del moderno metodo scientifico.

Il metodo di Machiavelli presuppone in primo luogo una concezione della politica come categoria autonoma, che occorre svincolare da considerazioni di ordine etico-religioso ed esaminare in una prospettiva laica. L’agire politico può essere analizzato solo calandolo nella realtà delle cose e deve essere giudicato solamente sulla base della sua efficacia concreta. Ciò non toglie che i fatti politici del presente possano essere interpretati anche grazie al soccorso dei modelli del passato, i quali, in virtù di una propedeuticità della storia rispetto al presente, costituiscono prove utili al ragionamento.

Ragionando sullo Stato e i suoi ordinamenti, Machiavelli dedica passaggi fondamentali della sua riflessione alle leggi, e individua le «buone leggi» come fondamento necessario alla sopravvivenza dello Stato. Questa lettura, però, prende origine da una visione essenzialmente pessimistica dell’uomo, ritenuto responsabile di una progressiva e inevitabile corruzione dei costumi che solo le «buone leggi» sono in grado di arginare.
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