Concetti Chiave
- Nel capitolo XII del Principe, Machiavelli evidenzia i rischi associati alle milizie mercenarie, ritenendole inaffidabili e poco motivate a difendere lo Stato.
- Machiavelli distingue tra diversi tipi di eserciti, sottolineando l'importanza di avere soldati fedeli, preferibilmente cittadini del principato.
- I mercenari sono descritti come uomini senza patria, motivati solo da interessi economici, e rappresentano una minaccia per la stabilità del governo.
- L'autore propone che l'esercito debba essere guidato dal Principe o da un generale fidato, per garantire lealtà e efficacia nella difesa della patria.
- Machiavelli utilizza l'esempio dell'antica Roma per sostenere la sua tesi sull'importanza di un esercito composto da cittadini-soldati nella lotta per la libertà e la sicurezza.
Questo appunto di Italiano si occupa della spiegazione dettagliata di ciò che Niccolò Machiavelli scrive nel dodicesimo capitolo della sua opera più importante: il ruolo delle milizie mercenarie per la difesa dei principati italiani nell’Italia del Quattrocento e i conseguenti problemi che ne derivano.
Indice
Di cosa tratta il capitolo XII del Principe di Machiavelli
Nel capitolo XII del Principe di Niccolò Machiavelli, l’autore porta in evidenza il gravoso problema delle milizie, ossia dell’esercito che deve difendere lo Stato in caso di guerra. Secondo lui, un buon principato può contare solo su due cose: una buona legge e delle buone armi. Per armi intende l’esercito a disposizione dello Stato, e tutte le persone che compongono l’esercito devono essere fedeli alla patria e soprattutto al Principe. L’esercito classificato da Machiavelli si distingue in:- mercenario, persone che prendono parte a un conflitto senza fare parte di nessuna nazione in guerra, e che sono motivati a combattere solamente per ottenere un vantaggio economico;
- ausiliario, soldati volontari che prestano servizio di ausilio alle truppe di uno Stato;
- misto;
- proprio, o civile, formate appunto da cittadini che combattono per la propria patria.
Chi sono i mercenari
I mercenari sono uomini assoldati dagli Stati per condurre battaglie e guerre all’ultimo sangue. Sono per lo più uomini scarto della società, senza ambiziosi e senza disciplina, infedeli, robusti e vili, che partecipavano alle guerre spinti dal guadagno economico o territoriale, senza però appartenere alla nazione che stavano difendendo. La loro pericolosità sta appunto in questo: nell’essere dei senza patria e senza scrupoli, arrivisti e pronti a tutto pur di un proprio guadagno. Inoltre, il passaggio delle truppe mercenarie per i paesi limitrofi al luogo di combattimento portava con sé anche devastazione e violenza, poiché questi uomini durante il loro cammino arraffavano e usavano violenza contro tutto e tutti. Sempre secondo Niccolò Machiavelli, l’uso dei mercenari ha portato alla rovina dell’Italia del Quattrocento. È grazie all’uso dei mercenari che i francesi di Carlo entrarono in Italia.
La soluzione di Machiavelli
Secondo lo scrittore, l’esercito dovrebbe essere guidato e governato sempre dal Principe stesso, i soldati dovrebbero essere scelti tra i cittadini del principato, poiché solo loro difenderanno con la vita la propria terra e la propria gente dagli attacchi degli invasori. Con armi proprie è difficile che il regno cada sotto una tirannia. Con i mercenari è molto più probabile che ciò accada. Machiavelli dà anche un suggerimento nel caso in cui a combattere per la libertà sia una Repubblica senza un principe designato: in questo caso, a comando dell’esercito dovrebbe esserci un generale capo, addestrato e fidato, che guidi le sue truppe seguendo le regole militari dello Stato. Molto meglio se gli eserciti sono composti da cittadini che difendono la loro patria (le milizie "cittadine", come le chiama lo scrittore) e l'esempio storico più immediato a questo riguardo è l'antica Roma, dove appunto l'esercito era formato da contadini-soldati grazie ai quali i Romani ottennero grandiose conquiste in tutto il mondo. Machiavelli condanna anche i capitani di ventura, sia nel caso in cui siano militarmente incapaci, causando sconfitte, sia nel caso siano capaci, perché portati a nutrire ambizioni personali e a cercare di prendere il potere a danno del loro padrone. Anche in questo caso, il modello proposto è quello dell'antica Roma, in cui il comando dell'esercito era affidato ai consoli che, essendo cittadini dello Stato, erano degni di fiducia e controllabili.La visione dello scrittore è, chiaramente, molto semplicistica, poiché venne concepita per essere adattata a uno Stato come quello della Firenze del Quattrocento, piccola e poco popolosa, in confronto agli Stati odierni.
Per ulteriori approfondimenti sul Principe di Machiavelli vedi anche qua.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale problema evidenziato da Machiavelli riguardo le milizie mercenarie?
- Come Machiavelli distingue le diverse tipologie di eserciti?
- Qual è la soluzione proposta da Machiavelli per garantire la sicurezza dello Stato?
- Qual è il modello storico che Machiavelli propone come esempio per un esercito efficace?
- Quali sono le conseguenze dell'uso dei mercenari secondo Machiavelli?
Machiavelli condanna le milizie mercenarie per la loro mancanza di motivazione e disciplina, affermando che sono poco affidabili e pronte al tradimento, mettendo a repentaglio la sicurezza dello Stato (testo).
Machiavelli classifica gli eserciti in mercenari, ausiliari, misti e propri, sottolineando che solo un esercito composto da cittadini è in grado di difendere realmente la patria (testo).
Machiavelli suggerisce che l'esercito debba essere composto da cittadini del principato, guidato dal Principe stesso, per garantire una difesa motivata e leale (testo).
Machiavelli fa riferimento all'antica Roma, dove l'esercito era formato da contadini-soldati, ritenendo che questo modello garantisse conquiste e stabilità (testo).
Machiavelli sostiene che l'uso dei mercenari ha portato alla rovina dell'Italia del Quattrocento, contribuendo a invasioni e devastazioni nel territorio (testo).