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Il Principe è considerato sotto un’ottica differente, è il manifesto politico che da direttive per il futuro dell’Italia quel tempo. Machiavelli attraverso l’analisi storica degli avvenimenti si rende conto della gravità della crisi in cui si trova la penisola italica. Secondo la sua visione infatti l’unica figura in grado di rimediare è il principe, egli infatti dovrà cercare di ottenere il consenso del popolo e dell’aristocrazia feudale. Proprio qui si inserisci il realismo di Machiavelli, che mira alla visone di una società oggettiva.
Seconde Machiavelli la fortuna condiziona la vita umana, l’uomo può perciò, attraverso la virtù contrastare la fortuna volgendola al proprio meglio. Quindi seconda questa visione in alcune occasioni bisogna adottare un atteggiamento impulsivo, inoltri invece prudente. Sapendo che la natura umana tende difficilmente a modificare il proprio carattere egli paragona la fortuna ad una donna, che preferisce perone giovani e impulsive, piuttosto che azioni prudenti.

Nei capitolo 15 e 25 del Principe Machiavelli indice le virtù che un principe deve possedere. Per lui infatti un principe saggio non deve farsi condizionare dalla morale ma deve perseguire il bene del suo stato può anche usare mezzi immorali. Da questa visone si può affermare che Machiavelli ha un atteggiamento consapevole, poiché attraverso un’analisi effettiva si rende conto che il male esiste. Machiavelli si serve di un immagine emblematica per descrivere il principe; il politico-centauro, infatti mentre filo politico si avvale delle leggi, il centauro utilizza la violenza. Perciò quando la diplomazia e quindi anche ammazzi deplorevoli. Attraverso queste affermazioni Machiavelli rinnova la visione che paragona l’uomo qualcosa di angelico ed ultraterreno. Inoltre a differenza della tradizione umanistica in cui l’umanità è concepita come qualcosa di negativo, per Machiavelli essa è una componente umana. Inoltre l’uomo è concepito come un fenomeno naturale, infatti alla base di questa concezione c’è un’analisi storica c’è una visone pessimistica della natura umana.
il punto di partenza per la riflessione di Machiavelli è la crisi che colpisce l’Italia dal 1430 in poi, le cause furono la mancanza di una monarchia nazionale, la frammentazione in stati, la debolezza militare e la subordinazione a Francia e Spagna.
Dopo aver analizzato attentamente le cause storiche Machiavelli chiude il trattato invitando Lorenzo Pietro de’Medici a metter fine alla crisi italiana, cacciando gli stranieri.
Il Principe si presenta come un’opera compatta, destinata all’uso immediato “I discorsi sulla prima deca di Tito Livio”e soliti a costruire una teoria politica. La relazione che intercorre tra il Principe e I Discorsi è il problema di fondare un nuovo stato, dalle virtù morali dei migliori cittadini,mentre i discorsi analizzano la durato dello stato che viene garantito dalla repubblica.


Le lettere che cui sono giunte sono solo una parte di quelle che lui scrisse, queste lettere non possono essere accomunate alle Epistole umanistiche poiché si alternano momenti di riflessione ad altri comici. Di queste lettere le più importanti sono quella a Francesco Vettori, scritta il 10 dimetterebbe 1513 dal podere dell’Albergaccio e la lettera a Francesco Guicciardini.

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