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Dei tipi di principato di Niccolò Machiavelli (cap.I)


Machiavelli, nei primi capitoli del suo capolavoro, dichiara di voler trattare del principato, trascurando volutamente le repubbliche. La sua attenzione si concentrerà in particolare su quello che egli definisce il “principato nuovo”.
I personaggi storici a cui si fa riferimento nel primo capitolo de Il principe sono Francesco Sforza, capitano di ventura che s’impadronì di Milano con l’aiuto dei Veneziani, e il re di Spagna Ferdinando il Cattolico, che nel 1504 conquistò il Regno di Napoli.
Per Machiavelli esistono due possibilità di Stato: le repubbliche ed i principati. I secondi si differenziano in principati ereditari, se la dinastia del principe è stata da lungo tempo al potere, e principati nuovi.
Questi ultimi a loro volta si distinguono in principati interamente nuovi e principati misti, cioè aggiunti allo Stato ereditario.
Per quanto concerne i principi interamente nuovi, l’esempio riportato dal Machiavelli è la signora di Francesco Sforza a Milano; per quanto riguarda invece i principati misti, l’esempio è il Regno di Napoli conquistato da Ferdinando il Cattolico.
Gli altri esempi presenti sono i seguenti: nel secondo capitoli (in cui si parla dei principati ereditari), il caso dei duchi di Ferrara, i quali furono scacciati prima dai Veneziani nel 1484 e poi da papa Giulio II nel 1510, esemplifica come si possa perdere il potere per ragioni diverse dal fatto di averlo ereditato; nel terzo capitolo (nel quale si parla dei principati misti), Luigi XII di Francia, che occupò Milano per perderla subito dopo per mano di Ludovico il Moro, con cui si allearono le popolazioni prima favorevoli al sovrano, viene citato per dimostrare che un principe, anche se possiede eserciti molto potenti, ha sempre bisogno dell’appoggio dei provinciali.
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