Il capitolo VII parla dei principati che si acquistano con le armi e con la fortuna di altri. Il potere conquistato con un colpo di fortuna è precario perché sempre soggetto all'arbitrio altrui o alla volubilità della sorte. Chi ha ereditato il principato in questo modo non sa mantenerlo perché di solito lo conquistano privati cittadini che non hanno le milizie (i soldati) Inoltre in questo capitolo vengono presentati 2 personaggi che hanno preso il principato grazie ad altri:
-Francesco Sforza, un privato cittadino che fu duca di Milano dal 1450 al 1466;
-Cesare Borgia che ha conquistato la Romagna con la sua spietata risolutezza nello spegnere le ribellioni (come il massacro di Sinigallia comandato tra il 31 dicembre 1502 e il 18 gennaio 1503 ai danni dei suoi rivali Vitellozzo Vitelli, il Duca di Gravina Francesco Orsini, Paolo Orsini e Oliverotto da Fermo). Di entrambi questi personaggi vengono descritte minuziosamente le virtù e la fortuna del principato e delle loro opere per poterlo mantenere. Machiavelli è uno scienziato e crede in una visione naturalistica perché le leggi naturali hanno sempre regolato la vita dell'uomo; il principe-in questo capitolo- è fragile, solitario e impone il suo unitarismo trascendentale=impone il suo potere ai soldati. Così Machiavelli assolutizza la politica, è antropolatra (venera molto l'uomo), immanente e amorale ( non giudica il male bene e il bene male).

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